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Palazzo del Pincio alle prese con la mini Imu

2 Dicembre 2013

Contrariamente a quanto era stato riferito da qualche parte, la cosiddetta mini-Imu sulla prima casa si dovrebbe pagare anche a Civitavecchia. Dopo mesi di autentico caos e di incertezza, con il decreto governativo che sembrava aver abolito la seconda rata dell’imposta sulla prima casa, le carte in tavola potrebbero cambiare ancora una volta. Entro il 16 gennaio, infatti, i civitavecchiesi dovrebbero pagare il supplemento. Questo perché il comune di Civitavecchia, al pari di oltre 260 municipi italiani, nel 2012 ha deciso l’aumento dell’aliquota base. Come sancito dalla Legge di Stabilità, infatti, solo i residenti dei comuni che non hanno aumentato l’aliquota sono esentati dal pagamento, mentre gli altri dovranno farsi carico del 40% della maggiorazione. A Civitavecchia nel 2012 l’aliquota è stata portata dal 4 al 5,5% e ciò significa che i civitavecchiesi dovrebbero ora pagare il 40% dell’1,5% della rendita catastale, ovvero la differenza tra aliquota base e aliquota imposta dal Comune. Tanto per fare un esempio, conti alla mano, il proprietario di un immobile dal valore catastale di 1000 euro, per comodità di calcoli senza figli a carico visto che se questi ultimi hanno meno di 26 anni danno diritto a una detrazione, si troverebbe a pagare una mini rata da circa 60 euro, mentre i restanti 40 sarebbero a carico dello Stato. Sono escluse dal conteggio, ovviamente, le spese per i calcoli. Niente stangata, insomma, anche se la seconda rata dell’Imu sulla prima casa rischia di aggiungersi alle nuove tasse che i civitavecchiesi, e non solo loro, si troveranno a dover pagare all’inizio del 2014. E intanto da Palazzo del Pincio frenano, affermando che “essendo la materia attualmente oggetto di serrato confronto tra l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e il Governo, cui stanno pervenendo numerose proposte al fine di evitare il suddetto pagamento entro la scadenza prevista del 16 gennaio, gli uffici comunali non sono ancora in grado di fornire un quadro definitivo a riguardo”. Situazione in stand-by, quindi, in attesa di ricevere da Governo e Anci notizie “certe e utili a stabilire l’eventuale pagamento della differenza di aliquota”.

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