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Ossidatore termico: il Codacons presenta istanza di accesso agli atti

12 Marzo 2016
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No delle associazioni e comitati all’ossidatore

“Le Associazioni e Comitati cittadini si sono incontrati questa mattina per mettere a punto iniziative comuni volte a scongiurare la realizzazione di un ossidatore termico presso il Cetli a S.Lucia.

Il Codacons ha comunicato di aver depositato istanza di accesso di tutti gli atti concernenti la programmazione dell’ossidatore, sia presso il Ministero della Difesa che presso il Cetli, e di avere intenzione di coinvolgere tutti i cittadini per impugnare nelle sedi preposte tutti gli atti di cui si verrà a conoscenza.

Ogni rappresentante delle Associazioni intervenute ha esposto le oproprie idee relativamente alle future iniziative, con l’auspicio e l’invito a tutte le altre Associazioni e Comitati del territorio che vogliano fare fronte comune, ognuna con pari dignità, al confronto aperto.

I vari Comitati stanno ora raccogliendo le firme per un’iniziativa comune, e tutti i cittadini possono rivolgersi nelle Sedi delle Associazioni e Comitati, a cominciare da quella del Codacons in via G.Giusti, 22, per lasciare la propria adesione ed essere informati di tutte le iniziative future che il coordinamento deciderà di intraprendere.

L’occasione è stata propizia anche per commentare quello che dai presenti è stato definito come il “vergognoso” resoconto del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, illustrato giovedì 10 in aula Pucci, ovvero lo studio ABC che – ricordiamolo, e al costo di € 400.000 finanziati dall’A.P e dunque con soldi pubblici – in diversi anni non è stato in grado di produrre alcun risultato certo, se non quello di una serie di slides che illustrano le varie fonti inquinanti del territorio (come se non si conoscessero!), senza essere in grado di individuare la responsabilità di ognuna all’inquinamento, come balbettato a tratti dal Dott. Forastiere responsabile dello studio, incapace di rispondere con certezza. Nello studio, illustrato dalla Dott.ssa Ancona, veniva raccomandato agli allibiti presenti all’aula Pucci, uno stile di vita migliore, di non fumare, cercare di portare i bambini a scuola a piedi, fare regolarmente lo screening alla mammella, e, agli abitanti di Tolfa e Allumiere, di non riscaldarsi col fuoco dei caminetti, perché inquinano l’aria. La dott.ssa ha concluso dicendo che, con il campione di circa 1.200 persone analizzate, non si riesce a dare risposte alla popolazione, quindi, bisognerebbe studiare tutti i 70.000 residenti, ragion per cui, ha spegato di avere bisogno di altri finanziamenti per dirci -forse, tra 15 anni come ha ipotizzato il Dott. Floccari – se in questo territorio si muore o meno per qualche particolare fonte inquinante. Immaginiamo che, facendo la proporzione, occorrano svariate decine di milioni di euro.

Ci domandiamo come mai, se sapevano che un campione di 1.200 (o 2000 come erano stati invitati) persone non era ritenuto rappresentativo della popolazione, si sia proceduto col finanziamento e l’attuazione dello studio.

Noi riteniamo che per una città così devastata a livello ambientale, i monitoraggi, lo studio di corte, e ogni altro volto a contestualizzare e salvaguardare la salute, dovrebbero essere svolti “d’ufficio” dal Dipartimento e dalla Regione, i cui medici e dipendenti sono già pagati con soldi pubblici, e quindi debbano semplicemente fare il loro lavoro, e non dietro richiesta di un Procuratore che, inspiegabilmente, anziché aprire un’indagine, ha trovato “sponsor” per strapagare questo lavoro.

Riteniamo altresì che cittadini e malati non possano essere oltremodo presi per i fondelli, e ci auguriamo che il Sindaco voglia prendere in seria considerazione la richiesta già pervenutagli da più associazioni di attuare il biomonitoraggio con licheni e il protocollo adottato dai consulenti della Procura di Savona che, con solo due anni di campionamenti, ha permesso la chiusura della centrale di Vado Ligure, come richiamato anche dal Dott. Ghirga all’incontro.

Inoltre, citando proprio quanto detto da Forastiere all’Aula Pucci, il Codacons ha informato i rappresentanti dei Comitati presenti, che quest’ultimo ha deposto il 26 febbraio dall’Avv. Carlo Rienzi nell’ambito dei procedimenti giudiziari avviati dal Codacons per accertare lo stato dell’ambiente a Civitavecchia, in qualità di Direttore del Dipartimento. Restiamo a disposizione del Sindaco per eventuali chiarimenti e delucidazioni in merito”.

Codacons, Civitavecchia c’e’, Ass. Piazza 048 Civitavecchia, Comitato no cara, Comitato no al forno crematorio, Comitato Punton de Rocchi, comitato S. Gordiano-Boccelle, Comitato ass. Piazza 048 S.Marinella


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