Ortica: i mille benefici e come utilizzarla al meglio

10 Giugno 2015

L’ortica è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Urticacee, alta dai 50 cm ai 150 cm e diffusa in tutte le parti del mondo, cresce solitamente in zone umide; sia le foglie che i fusti sono ricoperti da peli ad effetto urticante e perdono questa caratteristica 12 ore dopo la loro raccolta, che avviene fra giugno e ottobre. Le proprietà terapeutiche dell’ortica, conosciute sin dall’antichità, sono state confermate dalla scienza negli ultimi decenni; purtroppo, ancora oggi, l’ortica è conosciuta più che per le sue proprietà e benefici per il suo effetto orticante. Pare che Nabucodonosor, il famoso re babilonese, decise in giovane età di nutrirsi esclusivamente di ortiche al solo fine di divenire saggio.   L’ortica è una pianta ricca di sali minerali, in particolar modo le foglie che contengono ferro in abbondanza, calcio, silicio, magnesio, e fosforo; esse contengono anche le vitamine A, C e K, acido formico e gallico, clorofilla, istamina, tannino e carotene. Una delle principali proprietà dell’ortica è quella antianemica, infatti l’abbondanza di ferro e di clorofilla stimolano l’organismo a produrre globuli rossi rendendo così l’ortica un alimento ideale per chi presenta problemi di anemia; è depurativa, diuretica, tonificante e ricostituente. La creatina, contenuta in piccole dosi nell’ortica, ha come proprietà quella di facilitare le digestione e l’assimilazione dei cibi, in quanto facilita la secrezione del succo pancreatico. Molto utile in presenza di diarrea o dissenteria, l’ortica ha anche proprietà antinfiammatorie sull’intestino; non solo è usata anche contro la caduta dei capelli e l’eliminazione della forfora in forma di decotto da frizionare ripetutamente sul cuoio capelluto. Le sue proprietà diuretiche e depurative aiutano l’organismo ad eliminare acidi, cloruri e colesterolo e proprio grazie a queste caratteristiche, l’ortica viene impiegata in caso di patologie come la gotta i reumatismi e l’artrite. Le ortiche si possono usare in molti modi in cucina, con qualche piccolo accorgimento, e si otterranno piatti rustici e sani. Il primo accorgimento è di utilizzare solo le “cimette” di piantine giovani: sono le più tenere e saporite. Un altro accorgimento importante è fare attenzione a dove si raccolgono le ortiche: lontano dalle strade e da altri luoghi potenzialmente inquinati. In ogni caso lavatele sempre molto bene e a lungo.  Se le comprate, scegliete ortiche provenienti da agricoltura biologica. Per poterle mangiare i metodi sono due: il primo, ed anche il più semplice, è passarle per 1 minuto in acqua bollente: in questo modo si perde il potere urticante. Purtroppo però si perdono anche alcune delle qualità nutritive delle ortiche. Questo metodo è quindi consigliabile per pasta, zuppe e risotti, a condizione di riutilizzare l’acqua di bollitura. Il secondo metodo consiste nel tritare finemente le ortiche. Questo metodo andrà usato per le frittate o per i ripieni, anche se costringe ad utilizzare più a lungo i guanti protettivi.

  • Ingredienti per quattro persone:
  • 320 g. di riso vialone nano,
  • 1,5 lt. di brodo vegetale,
  • 2 manciate di germogli di ortica freschi,
  • 50 g. di pancetta o lardo,
  • una cipolla bianca piccola,
  • prezzemolo,
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • 3 cucchiai di grana grattuggiato,
  • sale e pepe q.b.

    Preparazione:
    Preparare un trito con lardo o pancetta, la cipolla e il prezzemolo e soffriggere. Lavare e tritare i germogli di ortica e aggiungerli al soffritto, bagnare con poca acqua e lasciare cuocere a fuoco dolce per 15’. Versare il riso e portarlo a cottura con il brodo vegetale, mescolando frequentemente il composto. A fine cottura aggiustare di sale e pepe, mantecare con il formaggio e, a piacere, con due cucchiai di olio extravergine di oliva. Servire caldo.

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