Non c’è argine alla violenza di genere (Rubrica a cura del Dr Remo Fontana, Criminologo)

violenza

Il CAM: Centro Ascolto Maltrattanti accoglie uomini e donne, autori e vittime di abusi.

(Ultima Parte)

A tal proposito, in apertura avevo fatto accenno al CAM, il Centro ascolto maltrattanti. Questo centro nato per merito di alcuni volontari e specialisti nei vari settori socio-psicologici, si pone quale obiettivo, quello di dare ascolto agli uomini maltrattanti, cioè agli abusanti, coloro che si accorgono per tempo di avere delle pulsioni che li portano ad usare violenze soprattutto nei confronti dei loro parteners.
In un recente corso di aggiornamento, ho avuto modo di conoscere  nella sua qualità di relatore, un rappresentante di questo Centro, il quale spiegando le ragioni dell’ essere del CAM, presente anche a Roma e soprattutto in varie località del nord Italia, ha evidenziato le difficoltà  della sua estensione sul resto del territorio nazionale, poiché non è facile trovare volontari che s’impegnano quotidianamente in questo difficile compito e naturalmente, che possano rispondere al contempo anche ad un’idonea preparazione professionale.
Il centro accoglie uomini che spontaneamente chiedono aiuto al CAM. Naturalmente alcuni sono per così dire dei falsi, in quanto abusanti  già indagati per violenze varie e rinviati a giudizio e che, in alcuni casi, anche su consiglio dei loro legali cercano di approdare al Centro, con il solo scopo di farsi documentare le sedute e di produrle così in giudizio ed ottenere quindi delle attenuanti o addirittura l’archiviazione del fatto reato.
Il CAM, accoglie ed ascolta anche persone preoccupate da come viene trattata una donna o dei bambini da un compagno, marito, padre; persone preoccupate dall’uso di violenza fatta da una persona conosciuta; operatori che aiutano uomini, donne e bambini in situazione di violenza domestica; persone che vogliono sapere come partecipare o sostenere il Centro di ascolto uomini maltrattanti.
Naturalmente molte altre strutture di volontariato, agiscono in modo più o meno analogo, come ad esempio il “Telefono rosa”, il “Telefono azzurro”, alle quali ci si può rivolgere, sia quando si è vittime di violenze, sia quando ci si accorge di essere abusanti, ma anche nel caso di una persona qualunque, che venga a conoscenza di condotte di violenze di genere perpetrate su chiunque.
Concludo il mio intervento, nel sottolineare l’importanza di capire per tempo da parte dell’abusante quando è giunto il momento di chiedere aiuto, prima che sia troppo tardi. Mentre dalla parte della vittima, quella di non perdere tempo a chiedere aiuto. Amici e parenti, saranno sicuramente il primo approccio, ma è bene ricordarsi che è necessario rivolgersi agli appositi centri anti-violenza e denunciare agli organi competenti eventuali abusi, poiché se c’è stata una prima volta, ci sarà anche una seconda ed una terza. In molti casi il detto dice: “il medico pietoso, fa la piaga puzzolente”.