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Multa sulle strisce blu. Contestazione legittima?

8 Marzo 2016
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Comuni italiani e le strisce blu: ormai le vediamo dappertutto, ma molto spesso vengono dimenticate le norme fondamentali. Nel realizzare un’area di sosta a pagamento il Comune deve offrire nell’immediata vicinanza uno spazio adibito alla sosta non custodita o senza dispositivi di controllo di durata sosta.
Questo perché lo prevede il Codice della Strada, non ce lo stiamo inventando noi: i parcheggi a “strisce blu” hanno
una regolamentazione molto precisa.
Sosta a pagamento: quale autonomia dei Comuni?
Più aree blu, più possibili multe, perché c’è sempre chi tarda o non paga la sosta. Sono sempre più frequenti le
multe per chi sosta in aree a pagamento, in alcuni casi per colpa di malfunzionamenti dei parcometri, come lo
sono i ricorsi che non sono così facili da vincere. La riforma costituzionale del 2001 ha dato ai Comuni italiani piena autonomia su come amministrare le proprie entrate, tra cui sono compresi anche i guadagni provenienti dai parcheggi a pagamento. Quindi ogni Comune può realizzare aree di sosta a pagamento tenendo conto che queste “[…] devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo
scorrimento del traffico”.

Strisce blu: sì, ma se ci sono anche parcheggi gratuiti.
Come chiarito dalla circolare (prot. N° 1712 del 30.03.2012) del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti,
devono esserci parcheggi liberi nelle vicinanze delle strisce blu. In caso di violazione di una delle due norme
(ubicazione e vicinanza dei parcheggi gratuiti), i verbali notificati sono da considerare illegittimi. Ecco le parole
del CDS: “Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione
ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, su parte della stessa area o su
altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente
senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”. Questa situazione ha portato a un incremento
dei ricorsi per le sanzioni amministrative notiicate per violazione della sosta regolamentata. Le multe sono nulle se nelle vicinanze del parcheggio a pagamento non sono stati creati spazi di parcheggio libero, ovvero con righe bianche. Anche per le linee blu ci sono delle eccezioni, ossia possono essere adibite senza la vicinanza dei parcheggi
gratuiti in caso di:
• area pedonale;
• zona a trafico limitato;
• zone di rilevanza urbanistica
Multe degli ausiliari: valide solo per le strisce blu
Ad “aggravare” questa situazione c’è una variabile che spesso gli automobilisti si trovano ad affrontare. Più che
variabile, parliamo proprio di persone: gli ausiliari del trafico. E c’è una particolare sentenza della Corte di Cassazione al riguardo: “gli ausiliari della sosta devono limitare il proprio raggio d’azione alle aree di sosta in concessione e limitatamente agli spazi delimitati dalle strisce blu”.
Cosa signififca esattamente? Che un ausiliario non può multarti per un divieto di sosta, per esempio. Come si legge
nella sentenza, gli ausiliari possono esercitare la loro professione ”alle sole aree adibite al parcheggio a pagamento,
seppure connesse nell’area oggetto di concessione, ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu”. In
caso contrario, il verbale è da ritenersi nullo.
(fonte www.6sicuro.it)

 


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