Movida, D’Amico: “Importante cambio di passo”

18 Febbraio 2020
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“Finalmente abbiamo un’Amministrazione che ci ascolta”, questa la sintesi del pensiero dei commercianti che sono stati ricevuti questa mattina in Comune per parlare delle problematiche della “movida” serale del weekend. Sono felice per tutto ció e per aver visto il coinvolgimento, tra gli altri, del Dott. Guiso dirigente del locale Commissariato di P.S.
La strada della “tavola rotonda” é ottima. Quella delle soluzioni, che garantiscano residenti e commercianti, dal mio punto di vista, meno.
Non si é capito se le piazze del centro debbano essere pedonalizzate o meno, e quali siano le soluzioni e forse, non avendo partecipato dall’inizio non ho ascoltato nulla sul tema della videosorveglianza che sará stato sicuramente affrontato. Le piazze (Calamatta e Saffi), via Toti e via Cavallotti al Ghetto, dovrebbero essere pedonalizzate, magari in fasce orarie, destinando delle aree di sosta, come un tratto di via Cialdi o via Trieste, ai residenti. Cosí come avviene in una miriade di altri Comuni. Solo una volta delimitato il “campo” si inizia a gestirlo. Videosorveglianza e controllo da parte della Polizia Locale, proprio come avviene dalle altre parti. Non possiamo pensare che Polizia e Carabinieri nei weekend possano occuparsi esclusivamente di una piazza di Civitavecchia vista la particolarità degli interventi e la vastità del territorio che debbono monitorare. Occorrono investimenti per il personale di P.L. e per le dotazioni? Certamente ed a mio avviso si possono e si devono fare. I fondi si trovano, perché si tratterebbe di una scelta politica e quindi di investimenti mirati a ció che un’ Amministrazione vuole portare a compimento. Occorre sapere quali sono gli obiettivi. E bisogna intanto vedere se le risorse previste dall’art.208 del Codice della Strada siano già correttamente destinate a bilancio, per quota parte, per queste attività, come appunto previsto per legge. Tutte le altre idee ed iniziative, se condivise con i commercianti, sono praticabili per sopperire alle emergenze ma non possono certo essere la regola e la prospettiva per risolvere definitivamente il problema. Perché la vigilanza privata, al di là di una blanda deterrenza nei locali, non ha facoltá di intervenire né riguardo le soste né riguardo i controlli sulle persone, dovendosi limitare a dover chiamare le forze dell’ordine. E perchè, sinceramente, non credo sia giusto ed opportuno scaricare sui commercianti – già stratassati ed unici “eroi” rimasti a muovere l’economia cittadina- i costi del personale della “sicurezza” che non ha alcuna facoltà di intervento.
È un cambio di passo importante su cui dover lavorare ed il momento é quello giusto. La Città ed i commercianti sono dalla nostra parte; non sprechiamo l’occasione.

Consigliere Alessandro D’amico


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