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Moody’s soddisfatto del programma presentato dal Comune

6 Aprile 2013

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comune a proposito della valutazione dell’agenzia di rating Moody’s.

Per la prima volta, dopo due declassamenti consecutivi della passata Giunta, l’agenzia internazionale Moody’s conferma il rating al Comune di Civitavecchia e “fa credito” a questa Amministrazione cogliendo alcuni segnali positivi: i risparmi sule spese iniziati nel 2012, l’inizio della riduzione dei debiti per mutui, la contrazione dei costi per il personale e le consulenze. Ma soprattutto una “migliorata capacità istituzionale”. Meglio non farsi illusioni, però. Secondo Moody’s l’attuale Amministrazione dovrà affrontare “sfide impegnative a cominciare dalla contrazione delle entrate a disposizione”, l’ulteriore riduzione dello stock dell’indebitamento (come il non rinnovo dei mutui in scadenza) e ciò si ripercuoterà sulla politica degli investimenti. Insomma, il rating (Baa3) viene confermato e l’ abbassamento in caduta libera si arresta, ma… con outlook negativo dato che è improbabile che il rating possa migliorare, tenuto conto della situazione economica dello Stato oltre che del Comune. Anzi. E’ molto più probabile che per un eventuale declassamento del debito sovrano italiano anche il rating del Comune di Civitavecchia venga ulteriormente declassato. Sorvegliata speciale resta la situazione di HCS. I debiti per servizi richiedono una alta copertura e l’onere di questo debito è aumentato di circa il 127 % proprio a causa delle aziende municipalizzate. Anche Moody’s ricorda che fino al 2011 le cose andavano meglio per le casse comunali, grazie ai contributi straordinari ricevuti da Enel per danno ambientale. Queste entrate eccezionali costituivano il 20 per cento del totale, ma – come nota la stessa agenzia internazionale – andarono a finanziare la spesa corrente invece di essere utilizzate a favore di investimenti in conto capitale. Come rimediare? “Il programma esposto ha convinto Moody’s – spiega l’assessore alle Finanze Giorgio Venanzi – a cominciare dalle possibili maggiori entrate, ad esempio dalla tassa sui croceristi e quella di soggiorno, e proseguendo con l’ ulteriore riduzione del 10 per cento dei costi operativi, attraverso risparmi provenienti principalmente dai tagli in materia di appalti e personale”.

 

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