Montalto. Peruzzi: “La cultura è presente solamente negli album fotografici”

19 Febbraio 2013

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere di minoranza del comune di Montalto Paola Peruzzi.

“Dopo 9 mesi di amministrazione Caci, ci sentiamo in dovere di lanciare l’allarme per quanto concerne l’ambito turistico-culturale del nostro paese. La situazione di stallo è evidente, c’è un blocco decisionale che sta provocando una vera e propria stasi dell’offerta in materia di cultura e tradizioni. Si consideri che per la settimana di Natale sono stati spesi 40mila euro nel settore culturale, soldi che non hanno avuto effetti in termini di eventi e presenze turistiche: Montalto era un paese fantasma, “gratificato” da una perenne filodifussione, che amplificava il senso di solitudine e vuoto. Sorge spontanea una domanda: si è in grado di stilare un calendario vivace, dinamico, di qualità che esalti le tradizioni popolari e strizzi l’occhio all’originalità?
Si accetti, allora, questa benevola esortazione: per porre le basi di un serio sviluppo culturale e turistico è necessaria la capacità di sfruttare l’energia, l’entusiasmo e la voglia di tutte le associazioni culturali del territorio. Un assessore deve rafforzare la spinta associazionistica e deve proporre uno studio approfondito e attento del fenomeno turistico-culturale per riuscire ad intervenire con forza e determinazione laddove esistano le maggiori criticità. E invece non si scorge nessuna progettazione o pianificazione che produca una vera sinergia tra le associazioni culturali, l’assessorato e tutte le realtà dei paesi vicini e non. Assistiamo ad improbabili forum culturali dove le associazioni vengono gravate dal peso della responsabilità nella scelta degli eventi, responsabilità che, ad onor del vero, spetterebbe solo agli assessorati competenti. Questo non è coinvolgimento, questo sembra piuttosto un tentativo estremo di rimediare alla totale incapacità di creare un calendario di iniziative culturalmente di spessore e di attrattiva turistica. Il rischio grave è di chiudersi in un provincialismo fine a se stesso; si preferisce apparire negli album fotografici invece che cucire rapporti vitali con gli assessorati degli altri Comuni per entrare in un circuito virtuoso e di promozione diffusa. Ringraziamo le associazioni che si sono impegnate per far riuscire al meglio il Carnevale 2013 e che hanno ovviato in poco tempo al palese il vuoto decisionale degli assessorati, presenze/assenze che non incidono, non decidono e non brillano per spirito d’iniziativa, ma delegano ad altri il ruolo organizzativo di un intero calendario culturale. Consigliamo vivamente alle figure competenti di impegnarsi con assiduità alla pianificazione del programma culturale senza ridursi agli ultimi giorni, perché la fretta e l’approssimazione sono le cose che più si distinguono negli ultimi tempi. Questo il nostro richiamo: la cultura deve avere uno sguardo “glocale”, esaltare le tradizioni territoriali e contaminarsi dei colori delle altre realtà mediante la professionalità e l’ambizione di ottenere standard qualitativamente sempre alti”.

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