Mario Michele Pascale interviene sul caso Simonsen e sulle polemiche sulla vivisezione e la ricerca scientifica

30 Dicembre 2013

Dall’esponente socialista Mario Michele Pascale, riceviamo e pubblichiamo.

“Tiene banco, nell’opinione pubblica nazionale, il caso di Caterina Simonsen, la giovane ricoverata al policlinico di Padova, al centro delle cronache per aver preso posizione a favore della sperimentazione animale, avviando un aspro confronto tra scientisti ed animalisti.

Credo che lo scontro tra quelli che la giovane ha definito “nazi animalisti” e gli iper cattolici di ascendenza cartesiana non fa bene ne’ ai diritti animali né a Caterina, né alla ricerca scientifica. Un bambino è esattamente come un cane. Ambedue sono animali, ognuno con le proprie peculiarità ed il proprio livello evolutivo. Che vanno rispettati. Un bambino non mangia croccantini ed un cane non porta le scarpe, questo è ovvio, ma ambedue provano dolore, hanno necessità psicologiche e sociali.

Se passa il punto che un cane è inferiore ad un uomo, logicamente, passa anche il punto che un ebreo, un nero, una donna, possano esser inferiori ad un maschio bianco. Il passo è breve. La presunta superiorità umana si basa su di una opinione, teologica ed ideologica, come tale opinabile, non su dati di fatto. Siamo tutti mammiferi, del resto. Mi permetto, quindi, di invitare alla moderazione, da un lato e dall’altro delle barricate. Né con i “nazi animalisti”, né con il dio degli ebrei e dei cristiani. Ambedue hanno un che di terribile. Io credo invece nell’antispecismo, nel criterio di “cura e responsabilità” nei confronti degli animali non umani e nel diritto, di tutti, alla vita. Ma il diritto alla vita non può essere declinabile nell’ “uccido per sopravvivere”. Saremmo alla barbarie. Credo anche nella ricerca scientifica, ma reputo inutile la vivisezione che, nella stragrande maggioranza dei casi, viene utilizzata solo per doppiare dati già acquisiti ed a fare inutile passerella su riviste scientifiche, senza dare giovamento alcuno al progresso. Aborro la sperimentazione ad uso cosmetico, nonché i “fire test” sugli animali. Scaricare un caricatore su di un primate per vedere “che succede” non credo porti giovamento alla scienza. Quel che succede lo possiamo immaginare da soli.

Credo che la discussione che si è aperta sul caso di Caterina non abbia solo sguinzagliato l’arroganza dei cosiddetti “nazi animalisti”, ma anche la rabbia sopita dei cattolici cartesiani e dei loro sensali, difensori non della vita, neanche della vita di Caterina, della quale probabilmente non gliene può fregare di meno, ma di un concetto di vita astratto, dogmatico, che nasconde la difesa del primato politico della divinità cui noi tutti (secondo l’assioma cattolico) siamo sottoposti in una piramide che vede l’uomo nella posizione di kapò.

Auguro a Caterina di guarire, di avere una vita lunga e meravigliosa, adoperando quel che la scienza può metterle a disposizione. Agli animalisti dico che questo dibattito può far fare un salto di qualità a tutto il movimento ed è occasione per una riflessione più matura, epurando teste calde e chi scambia il campo animalista per lo studio del proprio psicanalista. Ai cattolici dico: calmatevi. Non scambiate il mondo per una vostra proprietà privata ed abbiate rispetto per la vita, non per un’idea astratta che copra, ideologicamente, le chiappe (dio ha le chiappe?) al vostro dio ed alla sua e vostra struttura di potere. Abbiate anche voi rispetto per Caterina.”

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DIBIAGIO


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