Marietta Tidei sul femminicidio di Cerveteri

30 Ottobre 2013

Il brutale assassinio di una donna da parte del marito rimette tristemente al centro del dibattito pubblico il tema del femminicidio. A Cerveteri si è perpetrato un omicidio efferato, fondato su un pregiudizio di genere intollerabilee probabilmente anche l’emarginazione sociale. Il percorso di liberazione da un atteggiamento culturale, che non sempre sfocia nel dramma, ma che è comunque diffuso e pericoloso, che vede le donne subalterne nel loro ruolo nella società, è lungo e complesso.

Il ddl femminicidio è stato un primo importante passo e ha segnato un punto di svolta: riconoscere ed identificare il dramma del femminicidio e porre le basi giuridiche per sanzionarlo è anche un modo per costruire  un sistema di assistenza e di prevenzione.

Il dramma di Cerveteri è l’esempio tremendo di una piaga sociale che silenziosamente si consuma ogni giorno sulla pelle di migliaia di donne di ogni estrazione sociale e cultura, che parte dal mobbing, lo stalking, per arrivare alla violenza domestica o al femminicidio.

E’ dovere di ognuno di noi, politici, amministratori, cittadini, prendere coscienza e guardare in faccia uno dei più gravi vulnus all’emancipazione vera del nostro paese, perché il diritto di genere è quello che muove tutti gli altri, e fatti come quello di Cerveteri non devono più accadere.

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