marietta tidei215

Da Marietta Tidei, riceviamo e pubblichiamo.

“Il sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, e l’assessore all’ambiente Alessandro Manuedda, vogliono ridare vita all’osservatorio ambientale regionale. Mi auguro che riescano in questa impresa anche se non comprendo la necessità di disperdere il lavoro portato avanti in questi ultimi due anni dal consorzio per la gestione dell’Osservatorio ambientale.

Prendo molto sul serio i timori del Sindaco e dell’Assessore. Ma aggiungo: la preoccupazione per la qualità della vita e per la salute è un valore universale di cui nessuno è padrone in esclusiva.

Nessuno può pretendere il monopolio delle questioni ambientali. La loro tesi fa leva sul punto che il consorzio per la gestione dell’osservatorio ambientale, per intenderci l’organismo locale e non quello regionale, è finanziato da Enel e che, quindi, non sarebbe in grado di fornire risultati oggettivi. Analisi superficiale. Enel non è “padrona” dei risultati delle stazioni di monitoraggio e non interviene in alcun modo nella rilevazione. L’Enel è obbligata per legge, (prescrizioni DEC VIA 2003), a finanziare il monitoraggio della qualità dell’aria. Sarebbe incredibile se chi inquina sia esso stesso a rilevare i propri danni. Ma dato che in Europa fortunatamente vige la regola del “chi inquina paga”, i costi dei rilevamenti vengono ascritti ad Enel.

I costi non vuol dire il controllo sui dati. Se avvenisse questo, sarebbe una cosa gravissima. Chi ne ha certezza dovrebbe recarsi immediatamente alla Procura della Repubblica. Se la memoria non mi inganna, però, questo non è mai accaduto. Evidentemente si grida “al lupo, al lupo” senza avere dati certi. Classica demagogia.

Il consorzio di gestione dell’osservatorio ambientale, l’organismo locale, a differenza del suo omologo regionale, ha prodotto molto come si può leggere nella relazione sull’attività 2014 pubblicata nel sito. La rete di monitoraggio gestita dal consorzio di gestione dell’osservatorio ambientale, è quella prescritta, quindi l’unica  dedicata  dal DEC VIA 2003 al monitoraggio della Centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Le tre postazioni cedute all’ARPA Lazio, sono state integrate nella rete regionale e classificate come  “Postazioni da Traffico Urbano” (vedi sito internet ARPA Lazio). Ergo se ci saranno degli sforamenti registrati da tali postazioni, l’unica cosa che potrebbero fare le autorità comunali sarebbe quella di emettere una ordinanza per le targhe alterne o per blocchi del traffico. I principali attori dell’inquinamento sul territorio, Enel e Porto, continuerebbero ad agire indisturbati.

Il consorzio, al contrario, non si limita a valutare il rispetto dei limiti di legge per la qualità dell’aria, ma assume a riferimento i più restrittivi limiti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute.  Non è un caso quindi che esso denunci criticità per l’inquinamento dell’aria non rilevate dagli organi istituzionali di controllo (ARPA).

L’osservatorio regionale  saltuariamente elabora dei report anche avvalendosi dei dati delle centraline gestite dal consorzio per la gestione dell’osservatorio ambientale. Si vede che il consorzio per la gestione dell’osservatorio ambientale tanto sgangherato non è, se i suoi rilevamenti sono usati per detti rendiconti periodici.

Personalmente non ho nulla contro la creazione di un “controllore” dell’inquinamento più solido e con maggiori strumenti operativi. Ne guadagneremmo noi tutti. Ma non credo che la strada possa essere quella della dispersione del lavoro svolto in questi ultimi anni dal consorzio che si  sta dimostrando sempre più produttivo. Rileva i dati del territorio che sono alla base delle nostre valutazioni, informa costantemente la popolazione e promuove iniziative sul territorio a supporto degli enti locali. E’ comunque un presidio a favore della qualità dell’aria e della tutela della salute dai rischi ambientali. Non comprendo la fretta e la superficialità con la quale lo si vuole liquidare  e soprattutto perché esso sarebbe in contraddizione con un Osservatorio Regionale lontano dalla popolazione locale e privo di capacità operativa.

Mi sarei aspettata, dall’amministrazione comunale, un piano organico per il risanamento della qualità dell’aria, tra l’altro obbligatorio per legge, che proponesse una sinergia virtuosa tra osservatorio regionale e consorzio locale. Cosa che non c’è stata.

Questo mentre Enel e Porto, i due principali fattori inquinanti della città, agiscono praticamente indisturbati, senza che nessuno chieda loro conto sulle loro attività inquinanti.

Più che giocare ai piccoli dott. Frankenstein  dovrebbero mostrare e pretendere da Enel e dall’autorità portuale, rispetto  e salvaguardia della nostra salute, ma evidentemente in 9 mesi hanno avuto tante altre cose da fare”.

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