Dall’onorevole Marietta Tidei riceviamo e pubblichiamo.

“In data odierna nei lavori in Aula è stata votata la Conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’area industriale di Piombino.

Il mio voto è stato favorevole, non si può guardare dall’altra parte quando un’area che per molto tempo è stata volano di crescita e sviluppo per la sua regione, soffre tremendamente la crisi.

Ad oggi quella di Piombino è un’area industriale depressa che fatica terribilmente ed ha perso e perde occupazione e capacità di attrarre investimenti ed aggredire il mercato.

Di fronte a questo un intervento del governo si rende non solo necessario, ma doveroso, e la politica non può voltarsi dall’altra parte.

Premesso ciò la mia posizione non cambia per quanto riguarda l’adeguamento del bacino del porto toscano al fine di accogliere il relitto della Costa Concordia.

Infatti pur volendo ridurre al minimo i tempi di una istruttoria comunque obbligatoria per legge, eseguire escavazioni di fondali, costruire ex novo una banchina di approdo per la nave – attualmente inesistente, come ammesso dallo stesso Luciano Guerrieri, presidente dell’Autorità portuale di Piombino – apprestare difese foranee nonché eseguire opere portuali per le operazioni di demolizione, comporta un impegno temporale di 1-2 anni, col rischio concreto di vedere il relitto dirigersi verso porti stranieri.

Inoltre, il certo ritardo rispetto alla prossima Primavera (deadline fissata dal Ministro Orlando) non appare, la continuità fra le operazioni di recupero del relitto e l’inizio delle operazioni di demolizione, con l’aumento di seri rischi ambientali per una delle coste più belle del nostro paese”.

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