elena dambrosio

La vicenda della terna del Comune per la presidenza dell’Autorità Portuale con il passare dei giorni si sta facendo sempre più intricata per la giunta Cozzolino. Ai mal di pancia di alcuni consiglieri placati ed alla spaccatura del movimento con l’attacco del Meetup nei confronti del sindaco fa seguito oggi un intervento del capogruppo D’Ambrosio che, indirettamente, avvalora la tesi di Moscherini e mette in discussione il metodo scelto per indicare i tre nomi per Molo Vespucci. “Forse è stato un errore definirlo bando pubblico – afferma Elena D’Ambrosio – perché si è trattato soprattutto di una raccolta di curriculum”. Eppure il 6 marzo Cozzolino, nell’annunciare il bando, lo definiva “il miglior modo per ricevere in maniera trasparente i curriculum dei più esperti professionisti del settore in base al quale fare una terna di nomi di qualità che il Comune indicherà al Ministero”. La questione, comunque, non è solo di forma, ma anche di sostanza. “Non ho preclusioni verso nessuno, valuterò con la massima attenzione tutti i curriculum che arriveranno in segreteria”, annunciava sempre il 6 marzo Cozzolino, ma oggi la capogruppo pentastellata conferma che la bocciatura della candidatura di Moscherini è politica. “Se da una parte il suo curriculum risulti tecnicamente ineccepibile, dall’altra non possiamo certo dimenticare gli sfaceli che ha fatto durante i suoi 5 anni di mandato da sindaco” dichiara D’Ambrosio. È anche su questo che si basa la battaglia legale annunciata da Moscherini, il ricorso al Tar che l’esponente del 5 Stelle definisce “incredibile”. Tra le colpe attribuite dalla D’Ambrosio all’ex sindaco quella principale sono i “50 milioni arrivati dalla convenzione in essere con Enel e di cui non si trova traccia sul territorio”, senza dimenticare le società “partecipate portate al collasso grazie ad una serie quasi infinita di assunzioni”. Qui si inserisce un’altra accussa mossa da Moscherini all’amministrazione comunale, ovvero perché non è stato bocciato politicamente anche Monti, assessore al Bilancio della sua giunta, proprio ai tempi della creazione di Hcs e delle Sot. “È vero che Monti le ha create – commenta D’Ambrosio – ma bisogna vedere chi ha portato avanti il lavoro. Nel periodo in cui Monti è stato assessore – sottolinea la capogruppo pentastellata – non si sono registrati i numeri che si sono verificati con il suo successore”. Quindi il piano di Monti andava bene, Moscherini e De Angelis, il successivo assessore al Bilancio, l’hanno affossato. “Ci vorranno anni per riparare i suoi disastri”, attacca la D’Ambrosio, che invita Moscherini a godersi la pensione e a lasciar perdere. “Gliene saranno grati il porto e la città”, aggiunge il capogruppo del 5 Stelle, che ricorda come i civitavecchiesi abbiano bocciato Moscherini quando si è ricandidato alla guida di Civitavecchia, confermando la loro scelta alle ultime elezioni, quando Grasso, il candidato da lui sostenuto, non ha nemmeno raggiunto il ballottaggio.
(fonte Trc)

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