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Longarini: “Alla fine la verità è saltata fuori”

9 Aprile 2016
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“Alla fine la verità è saltata fuori e l’ha raccontata senza mezzi termini Moscherini, uno dei protagonisti. La politica e la matematica elettorale lo dicevano già ma è importante sentirlo confermare”. E’ il primo passaggio della riflessione dell’ex segretario cittadino del Pd, Clemente Longarini, su quello che definisce il “patto scellerato” tra Moscherini, Monti e Luciani per far cadere in una notte il governo Tidei, eletto democraticamente solo 18 mesi prima.

“Il vicesindaco di Sel, il presidente dell’Authority e il Capo dell’Opposizione di Destra, insieme – rileva Longarini – per far cadere una giunta di Sinistra”. Secondo l’ex segretario del Pd, quel patto univa destra e sinistra attraverso un filo di interessi estraneo alla politica. Longarini spera che sia la Magistratura, a questo punto, a chiarire, visto che le parole di ieri di Moscherini gettano una luce inquietante su quell’episodio e rendono ridicole e nane tutte le grandi questioni politiche, come l’acqua pubblica, l’Italcementi e lo stile di conduzione della giunta, sbandierate e tese a mascherare ciò che una foto scattata per caso in un bar romano in quel periodo già raccontava con eloquente chiarezza. Quell’accordo, secondo l’ex segretario del Pd, aveva come comun denominatore il porto, ovvero il maggior terminale di interessi economici della regione dove venivano gestiti centinaia di milioni di euro di appalti. “Interessi – prosegue – che la convenzione tra città e Authority proposta da Tidei evidentemente minacciava di far saltare e a beneficiarne alla fine è stato un sindaco a Cinquestelle oggi apertamente criticato dallo stesso meet up per aver chiesto la riconferma di Monti”. “Moscherini – conclude Longarini – parla di una lobby civitavecchiese. Per la politica, per la città tutta c’è tanto, ma tanto su cui riflettere”.

E sulle clamorose rivelazioni di Moscherini interviene anche Marietta Tidei. La parlamentare del Pd dichiara di “non essere interessata a capire come sia finita la corrispondenza di amorosi sensi tra Monti, Moscherini e qualche purista di sinistra, nè conoscere i motivi della fine di questo idillio”. “

Quello che mi interessa rilevare – aggiunge – è il fatto che il sistema portuale, spesso e volentieri, decide i destini della città, sottraendo all’istituzione comunale potere sulle scelte da compiere. L’Autorità Portuale è stata caratterizzata negli anni da una florida attività politica: ha promosso liste, ha deciso i candidati a sindaco, ha fatto eleggere consiglieri comunali, ha tentato le scalate ai partiti, anche del Pd, con cospicui pacchetti di tessere fatte pervenire ad una settimana dalla chiusura del tesseramento e ha fatto cadere diverse amministrazioni, l’ultima nel 2013. Di certo le dichiarazioni di Moscherini non svelano nulla di nuovo. Tutti sapevano di questo scellerato patto, anche se il Commissario Monti ha sempre negato il suo coinvolgimento. Credo che sia giunta l’ora di dire basta a questa pratica e spero che questo mio auspicio possa concretizzarsi quanto prima, con l’arrivo di un nuovo Presidente che si preoccupi di più dello sviluppo del porto che secondo i dati dell’Istat e della Corte dei Conti arretra invece di crescere, nonostante i costosissimi studi e convegni organizzati dall’Autorità Portuale per promuovere il suo Commissario e dire il contrario. Convegni ai quali gli esponenti dell’attuale Amministrazione prendono parte come comparse. Che ognuno eserciti il suo ruolo nel rispetto delle prerogative di tutte le istituzioni ma senza indebite invasioni di campo. Lo stesso Cozzolino dovrebbe capirlo”.

 



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