Lo sport non ha confini. E se ci sono li supera. Perché lo sport va oltre come giusto che sia per una delle più efficaci metafore della vita, abituata essa stessa ad andare oltre. Così mercoledì scorso – e la cosa rischiava persino di passare inosservata – lo sport ha superato i cancelli del Carcere di Civitavecchia in una mattinata di gare che hanno visti impegnati i detenuti del carcere.

Più che la cronaca sportiva in sé, non priva di spunti di interesse- ecco il commento di Carlo Giordano che è tra gli organizzatori: ‘’Una fantastica
giornata di sport che ha avuto luogo grazie alla dottoressa Brevetti. Vedere questi ragazzi darsi battaglia è meraviglioso e non sono nemmeno mancate le sorprese perché quando vedi detenuti che corrono i 100 metri in 12.7 secondi, comprendi come anche dietro le sbarre è possibile stupire con tempi come questi’’.

A rappresentare il Comune il delegato all’ impiantistica sportiva Patrizio Scilipoti che cavalca l’ onda di Giordano: ‘’E’ stato un evento importante,
organizzato per regalare un sorriso a chi purtroppo vive in cella, perché praticare sport è fonte di sfogo e coinvolgimento. Colgo l’ occasione per citare una delle
persone che in carcere da tutto se stessa per il bene dei detenuti: parlo di una ragazza di Roma che tutti i giorni si sveglia alle cinque della mattina per venire ad allenare queste persone, e ne cura la parte atletica’’.

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