L’intelligenza emotiva

10 Luglio 2015

Come mai un codice così semplice come può essere quello stradale, fatto di qualche regola elementare come: dare la precedenza a destra, rispettare i limiti di velocità indicati, rispettare i 3 colori del semaforo, ecc sembra, invece, il più difficile da far rispettare e le strade sono tra i luoghi più pericolosi che si conosca? E ancora, come mai nei luoghi di lavoro dove ruoli, mansioni, competenze, gerarchie, orari sono strutturati e normati si assiste spesso a dinamiche folli, problemi di gestione del personale, sindromi varie come il burn-out, lo stress correlato o peggio ancora il mobbing? I luoghi di lavoro posso ammalare le persone, rovinare i rapporti e per queste ragioni le aziende posso entrare in crisi e le società fallire. Eppure a guidare la macchina e a lavorare, tranne qualche eccezione, sono tutte persone intelligenti, istruite, normali. Gli esempi posso essere tanti, ma vediamo di rispondere a queste domande. Le competenze, le conoscenze, le capacità cognitive, culturali, professionali e tecniche sono sicuramente elementi fondamentali per determinare il successo lavorativo e la sopravvivenza sulle strade, ma in tutto quello che facciamo e viviamo in gioco non c’è solo il così detto Quoziente Intellettivo (QI). L’uomo è un essere emotivo, istintivo, è capace di provare sentimenti e oltre ad una parte di sé lucida, razionale e consapevole ha un restante mondo interno sommerso in quel luogo della coscienza chiamato inconscio. Secondo una ricerca di Canergie Institute of Technology, per esempio, l’85% del successo economico di una persona è legato a caratteristiche che NON hanno a che fare con la sua preparazione accademica, quanto piuttosto con capacità relazionali. Così da circa vent’anni la psicologia sta affrontando lo studio di un’altra intelligenza che è sempre in gioco nella vita, “L’INTELLIGENZA EMOTIVA”. Essa è la capacità di leggere le nostre emozioni e quelle di chi ci circonda. A differenza del quoziente intellettivo, che resta pressoché invariato per tutta la vita, può essere coltivata e rafforzata. È importante svilupparla perché da essa dipendono tantissime cose essenziali come la sicurezza stradale, il successo professionale e sociale, la riuscita di una famiglia, la salute mentale, l’autostima, ecc. Da dove nascono, dunque, queste facoltà? Secondo Preston Ni, docente del dipartimento di scienze della comunicazione di Foothill College, nella Silicon Valley, “L’intelligenza emotiva è un mix di predisposizione naturale e di educazione che si riceve dalla famiglia”. Come possiamo definirla per comprenderla meglio l’Intelligenza Emotiva (IE)? Secondo Daniel Goleman (1997) l’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. “L’intelligenza emotiva coinvolge l’abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l’abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l’abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l’abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”. La competenza emotiva è “l’insieme di abilità pratiche (skills) necessarie per l’autoefficacia (self-efficacy) dell’individuo nelle transazioni sociali che suscitano emozioni (emotion-eliciting social transactions)”. Attraverso questi elementi, siamo in grado di intraprendere relazioni positive con gli altri e di favorire comportamenti socializzanti. Sviluppare competenze emotive significa favorire scambi comunicativi e stimolare il pensiero costruttivo. Lo sviluppo della competenza emotiva riguarda anche la regolazione delle proprie emozioni (self-control) in cui l’individuo produce livelli ottimali di comportamento e socialmente accettabili. È attraverso l’interazione con altri che si modella il comportamento emotivo ritenuto idoneo nei diversi contesti, ed è la socializzazione che stabilisce le norme entro le quali le emozioni si devono manifestare per essere considerate appropriate. Secondo Goleman la struttura della competenza emotiva è composta dalla competenza personale e la competenza sociale. La competenza personale è il modo in cui controlliamo noi stessi attraverso:
 la consapevolezza di sé riconoscendo le proprie emozioni e il modo in cui esse influiscono su quello che facciamo;  la conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza;  la riflessione appresa dall’esperienza;  la padronanza di sé mediante il dominio delle emozioni, la flessibilità nel gestire il cambiamento;  la capacità di avere un atteggiamento aperto di fronte a nuove idee;  la motivazione intesa come spinta interiore a migliorare, a cogliere le occasioni ed a perseguire gli obiettivi nonostante gli ostacoli.
La competenza sociale è il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri attraverso l’empatia, intesa come la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze e i sentimenti altrui e attraverso abilità sociali che favoriscono legami collaborativi, costruzione attorno a sé di consenso e appoggio, facilitazione alla comunicazione e gestione dei conflitti. La competenza sociale può essere riassunta in 5 grandi categorie:
 competenze comunicative;  competenze di leadership;  competenze nella soluzione dei conflitti;  competenze nella soluzione dei problemi;  competenze nel prendere decisioni.
Alla competenza sociale si associa anche il Cooperative Learning, cioè la “capacità di lavorare in gruppo” nel quale queste abilità vengono acquisite e sviluppate e dove il collaborare insieme è indispensabile. L’utilizzo di questa forma di intelligenza si fonda sulla capacità di intuire i sentimenti, le aspirazioni e le emozioni delle persone che ci circondano e di avere una piena cognizione del proprio stato d’animo. Questo consente di orientare opportunamente i comportamenti a favore di obiettivi individuali e comuni. Ciò che ci permette di essere “emotivamente intelligenti”, quindi, non è essere sempre felici, ma accettare tutte le emozioni dentro di noi, e saperle utilizzare per vivere al meglio la nostra vita. Le cinque caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva, che ogni uomo codifica interiormente sono:
1. Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni; 2. Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine; 3. Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione; 4. Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto; 5. Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.

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