«La lunga scalinata posta come unico accesso agli uffici della Polizia Locale di Civitavecchia mettono in difficoltà i tanti utenti disabili che devono accedere all’ufficio pubblico per sbrigare delle pratiche».

La denuncia arriva da Luigi D’Amico, coordinatore di Lega per il Lazio Civitavecchia.

«Ho assistito personalmente – afferma D’Amico – a quello che devono passare, ogni anno, i miei concittadini “costretti” a recarsi negli uffici della Polizia Locale per il rilascio, ad esempio, del permesso auto per disabili e non ho potuto non documentare e non denunciare quanto visto alla pubblica opinione. Persone con evidenti difficoltà motorie ed in alcuni casi costretti a muoversi con delle sedie a rotelle, arrivati davanti l’ufficio si sono trovati l’insormontabile scalinata priva di qualsiasi accesso per disabili. In molti casi, mortificati ed intristiti tornano a casa con un bel nulla di fatto. L’unico accesso è quello preceduto dalla scalinata che impedisce a chi ha problemi a deambulare di accedere senza chiedere aiuto.

E’ l’ennesimo caso di presenza di barriere architettoniche in edifici pubblici a Civitavecchia. – attacca il referente della Lega per il Lazio di Civitavecchia – Non è più giustificabile nel 2015 la solita storia che si racconta e cioè che a Civitavecchia è difficile abbattere le barriere architettoniche; nel caso specifico poi non aver previsto uffici al piano terra o ascensori o pedane elettriche è ancor più grave visto che negli uffici della Polizia Locali si rilasciano anche permessi per cittadini disabili.

Non può una città d’interesse turistico ed internazionale come la nostra – commenta il leghista civitavecchiese – essere completamente o quasi, invivibile da persone con disabilità, le quali cercano una dignità e un decoro per poter vivere la loro condizione nel miglior modo possibile.

Dopo uffici e strutture pubbliche inaccessibili come la maggior parte dei locali siti nel centro un altro tassello si aggiunge alla mancanza di rispetto, nonché alla non adeguatezza legislativa della città.

Se cultura significa, come riportato dai dizionari: istruzione, buona educazione, trattare con attenzione e con riguardo e quindi onorare, credo – conclude D’Amico –  che l’etimo della stessa non sia chiaro ai nostri governanti locali, nonostante i segnali dati da privati in tal senso e l’esistenza di tantissime persone e cittadini con difficoltà motorie o sensoriali. Infatti, ad andare avanti dritto per la propria strada, senza perorare la causa di coloro che dovrebbero normalmente rappresentare (i più deboli) non è ignoranza ma inadeguatezza».

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