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Le indagini della Guardia Costiera sulla moria di pesci alla Frasca: nessun danno permanente all’ecosistema marino

1 Giugno 2016
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A circa un mese dalla moria di pesci verificatasi alla Frasca, e dopo un’intensa e meticolosa attività investigativa fatta di accertamenti, monitoraggi ed indagini a 360 gradi condotte dal personale della Capitaneria di porto di Civitavecchia, anche le analisi effettuate al fine di risalire alle cause del fenomeno hanno dato esito negativo, confermando la natura episodica e circoscritta dell’accaduto.
Sono stati peraltro effettuati accertamenti anche sul terreno circostante l’area di rinvenimento degli esemplari ittici, oltre che nello specchio acqueo interessato, con particolare attenzione al tratto prospiciente gli scarichi degli insediamenti produttivi della zona, al fine di verificare l’eventuale presenza di sostanze dannose o di altre potenziali anomalie.
All’esito finale, tutti gli esami analitici eseguiti sui vari campioni prelevati di acqua di mare, acque reflue di scarico e terreno hanno dato esito negativo e non è stata rilevata alcuna concentrazione di sostanze pericolose.
Quale ulteriore ipotesi sulle possibili cause del fenomeno, sono state effettuate mirate ispezioni subacquee sul fondale dell’area interessata dallo spiaggiamento dei pesci, che hanno tuttavia escluso l’eventualità che tale fenomeno potesse essere riconducibile a condotte criminose di pesca abusiva, sia con riferimento all’uso di materiale di tipo esplosivo  che all’illecito utilizzo di reti nei bassi fondali interessati.
Pertanto, le varie indagini ed analisi effettuate, che non hanno riscontrato irregolarità o anomalie perpetuatesi nel tempo, permettono di inquadrare tale fenomeno come un episodio circoscritto, scongiurando il pericolo di danno permanente all’ecosistema marino della zona.
Dell’intensa attività investigativa condotta dal personale della Capitaneria di porto di Civitavecchia è stata fornita una dettagliata relazione alla competente Autorità Giudiziaria, ed è stata comunque redatta una notizia di reato a carico di ignoti per danneggiamento di specie ittiche, ai sensi dell’art. 635 del codice penale.
La Guardia Costiera continuerà naturalmente a monitorare attentamente la zona, condividendo gli esiti delle proprie attività con il competente Assessorato all’Ambiente del Comune di Civitavecchia, tenuto costantemente informato di tutti gli sviluppi sul caso.

 



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