Elisabetta Canitano a Cisterna

Le criticità della sanità pontina e del Lazio nel 40° del SSN: la giornata di incontri con Elisabetta Canitano

21 Febbraio 2018
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Dal 2000 in provincia di Latina si assiste al progressivo arretramento del Sistema Sanitario Nazionale. La chiusura degli ospedali (Cori, Latina, Sezze, Priverno, Gaeta, Formia, Minturno), rimasti a Latina, Terracina-Fondi e Formia, ha fatto sì che il 50% della rete ospedaliera provinciale (case di cura e riabilitazione) sia gestita oggi da privati (+7%). Ai complessivi 1630 posti letto (2643 nel 2000) ne mancano ancora 500 per rispettare lo standard di quantità ministeriale (3,7 p.l. x 1000 ab.). A ciò si aggiunge il mancato potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale.

I presidi di prossimità e di emergenza-urgenza funzionano con personale ridotto, quasi il 10% in meno (da 3765 a 3426 unità), di cui 654 precari. La spesa sanitaria pubblica destinata dalle ASL pontine ai 42 privati accreditati per prestazioni specialistiche ambulatoriali, supera i 50 milioni di euro l’anno. Delle 5 case della salute previste ne è stata inaugurata una (Sezze). Sui 6 Punti di Primo Intervento (Cisterna, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta, Minturno) pesa il D.M. 70/2015 che minaccia la loro trasformazione in postazioni del “118” medicalizzate.

È la fotografia dell’assistenza sanitaria pontina scattata sul posto nella giornata di incontri di Elisabetta Canitano nel nord pontino. La candidata a Presidente della Regione Lazio di Potere al Popolo ha visitato ieri il P.P.I. di Cori e l’Ospedale Goretti di Latina, e preso parte alla conferenza al Comune di Cisterna, dove il dott. Franco Brugnola ha illustrato i dati sulla sanità locale nel 40° anniversario del Sistema Sanitario Nazionale. Con lei i candidati alle regionali della lista PaP nella Circoscrizione di Latina e nei collegi Lazio 2-02 e Lazio 3 per Camera e Senato.

“Viaggiando nel disastrato sistema sanitario laziale emerge che la sanità pubblica è stata soffocata e depauperata oltre quanto richiedeva il bilancio: i soldi pubblici vanno a privati e convenzionati e i cittadini, se possono, devono (ri)pagare per accedere ad un diritto costituzionale universale – ha ribadito la dottoressa Elisabetta Canitano – noi di Potere al Popolo ci battiamo contro la mercificazione della salute e perché il servizio pubblico riprenda il controllo e la capacità di finanziamento delle proprie strutture, nell’interesse generale”.



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