LE BASI DI UNA COMUNICAZIONE EFFICACE di Alessandro Spampinato

Vi siete mai chiesti cosa vogliono le persone quando parlano? Vi siete mai fermati a osservare bene una conversazione o una litigata tra due individui? Qual è il loro obiettivo? Normalmente le persone amiche, innamorate o arrabbiate, quando parlano o discutono, hanno una più o meno consapevole intenzione di convincere l’altro della loro ragione o opinione. Che lo si faccia con amore o con rabbia l’obiettivo è convincere l’altro che ha torto o ad accogliere il punto di vista che presentiamo. Questo è sostanzialmente la realtà dei fatti. Abili comunicatori sanno vendere prodotti anche scadenti o farsi eleggere senza avere un programma o un’idea da proporre. Per contro persone di qualità, con idee brillanti e prodotti di eccellenza a causa del loro brutto carattere o di loro personali difficoltà legate ad ansia, insicurezza o timidezza falliscono in questo obiettivo. Questo avviene anche in amore. Quante volte accade di provare amore per una persona e per timidezza, bassa autostima o paura del rifiuto o di perderla rispondiamo male, diventiamo aggressivi o ci chiudiamo in noi stessi fino anche ad evitarla? E poi compare una persona, magari narcisista o approfittatrice che, sapendosi vendere bene, arriva dove noi ci siamo arresi o abbiamo fallito! La comunicazione è davvero così importante? Assolutamente sì! Nel lavoro, nei rapporti sociali, in amore e in famiglia la capacità di comunicare bene e in modo efficace fa la differenza. Ma quali sono le basi di una buona comunicazione? Nello spazio di un articolo divulgativo affronterò solo alcuni dei più importanti aspetti della comunicazione efficace cercando di dare indicazioni pratiche. Il primo aspetto riguarda l’ascolto. Una buona comunicazione necessita della capacità degli interlocutori di porsi in ascolto quando l’altro parla. Spesso si assiste a conversazioni o discussioni tra amici, parenti o colleghi dove chi parla viene interrotto di continuo senza avere la possibilità di terminare la frase. Questo, oltre ad annullare il dialogo, indispettisce chi parla. L’ascolto serve anche a comprendere bene non solo il messaggio dell’interlocutore ma anche l’enfasi emotiva e il punto di vista dell’altro. Inoltre chi parla dovrebbe tenere ben presente che chi ascolta ha una soglia di attenzione e una quota di pazienza superate le quali si indispettisce. Chi sta parlando deve sforzarsi di essere sintetico e chiaro per non tediare o innervosire l’interlocutore. Quindi, in sintesi, si dovrebbe parlare uno alla volta e ascoltarsi reciprocamente facendo interventi brevi e chiari. Detto questo, sempre per rendere più efficace il dialogo o la discussione, è opportuno aggiungere un particolare fondamentale: non dobbiamo né convincere né farci convincere da nessuno! Il fatto che due persone abbiano due opinioni diverse non è affatto un limite, anzi è una ricchezza per entrambi. Avere a disposizione più idee, punti di vista e esperienze non può che arricchirci e aiutarci a vedere meglio la complessità della realtà e degli eventi. La vita e le sue manifestazioni sono complesse e per la maggior parte ancora oscure alla comprensione umana. Confrontarsi su piani e conoscenze anche molto diverse tra loro facilita tutti nella consapevolezza della realtà. I rapporti sociali, affettivi e lavorativi migliorerebbero sensibilmente se la comunicazione non fosse centrata sul bisogno egoistico e narcisistico di avere ragione sugli altri o a danno degli altri ma sul confronto, lo scambio e la collaborazione rispettosa di tutti. Ognuno ha diritto ad avere le proprie idee e di poterle esprimere liberamente senza essere giudicato ma ha anche il dovere di non imporle con arroganza o violenza agli altri.

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