Le associazioni sportive scendono in piazza

26 Ottobre 2020
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Il Dpcm entrato in vigore ieri e valido fino al 24 novembre chiude a doppia mandata le porte di palestre e piscine.

Domenica alle 23 a Piazzale Guglielmotti è andato in scena un sit in di protesta.

La firma del premier Giuseppe Conte sul nuovo Dpcm, entrato in vigore ieri e valido fino al 24 novembre, decreta di fatto il lockdown di gran parte dello sport.Un provvedimento che consente solo le competizioni sportive di interesse nazionale riconosciute dal Coni.Bloccati quindi tutti i tornei regionali (i provinciali erano già stati fermati), ma soprattutto chiuse a doppia mandata le porte di piscine e palestre; una decisione che ha scatenato il disappunto dei gestori di tali impianti.La risposta del mondo delle associazioni sportive civitavecchiesi non s’è fatta attendere e alle 23 di domenica è andata in scena al Pincio una manifestazione di protesta contro le misure adottate dal governo, un sit in congiunto col mondo della ristorazione locale; presenti anche le istituzioni locali.

I COMMENTI.

Maria Luisa Rubolotta, comitato delle scuole di danza – «Abbiamo sperato nel governo, ma ancora aspettiamo il contributo di giugno. Abbiamo usato tutte le precauzioni per operare in sicurezza ma non è bastato».

Mariangela Puddu, comitato delle scuole di danza – «Siamo una categoria molto penalizzata. Il premier si è accanito su di noi, abbiamo seguito alla lettera il protocollo indicatoci ma non è servito a nulla; la risposta è stata la chiusura totale».

Stefano La Rosa, vicepresidente dell’Asd Genius – «Sono stati violati il diritto al lavoro e alla libertà cercando di preservare quello alla salute. Giustissimo, ma ci ammaleremo di altro nel tempo. Definendo tale servizio “non essenziale alla persona”, due errori sono stati fatti: primo, non salvaguardare la salute del cittadino che ne usufruisce, secondo, essenziale è per le famiglie che vivono con questo lavoro».

Pierluigi Miranda, presidente As Gin Civitavecchia – «L’immagine che hanno dato delle palestre è una cosa indecente. Basta dire sempre sì. Il governo sta giocando con le nostre vite, i nostri interessi e le nostre passioni. Prima di chiudere le palestre avrebbero dovuto dimostrare la pericolosità delle nostre attività».

Raffaela Bartocci, presidente della Civitaremo – «Ci occupiamo di rowing, un attrezzo che simula la remata in acqua quindi individuale. Lo sport è salute, rafforza il sistema immunitario e aiuta a riequilibrare il benessere psicofisico; togliendoci questo viene meno la garanzia sulla nostra salute».

Alessio Alessi, presidente Asd Royal Gym – «Prima di chiudere le palestre, non sarebbe stato meglio adottare ulteriori precauzioni? Magari diminuendo la portata delle sale e aumentando ulteriormente il distanziamento. Mi chiedo anche in base a quali dati e analisi scientifiche è stato dimostrato che tali attività siano legate all’aumento dei contagi. Mi piacerebbe vedere dei numeri che giustifichino questa scelta. In questo modo forse, e sottolineo forse, si sventano ulteriori contagi ma si condannano a morte le attività e con esse chi le gestisce».

Barbara Colasanti, istruttrice dell’Asd Dynamika con doppia sede Ninja Warriors – «Perché farci controlli e dire vi do una settimana per stare in sicurezza e in regola e dopo aver appurato che lo siamo ci chiudi? Perché i ragazzi, i bimbi e in generale anche gli adulti all’aperto, nei parchi eccetera potranno allenarsi e giocare senza alcun controllo e in una palestra attrezzata, scuola di danza sanificata, pulita e attenta a tutto no? Inoltre gli aiuti vedremo quali saranno, perché la scorsa ondata sono stati dati agli istruttori, ma le strutture private si sono trovate a dover patteggiare e mettersi in accordo con i proprietari dei locali privati per gli affitti, le bollette sono sempre arrivate e senza nessuno sconto, quindi vedremo un po’ questi ristori come saranno e quali saranno».

Civonline
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