lampionigiorno

“Abbiamo rilevato, previo sopralluogo, un sistema di illuminazione pubblica a dir poco incredibile”. Dichiara Nicola De Liguori, membro del Direttivo de Il Popolo della Città.

“L’orario di spegnimento dei lampioni cittadini – afferma  De Liguori – non avviene in maniera sistematica ma cambia secondo zona o quartiere e quel che è peggio ben oltre l’orario consono con l’irradiazione solare. In questi giorni di agosto il sole sorge all’incirca alle ore 5.15 e un “sistema crepuscolare di spegnimento luci” si attesta intorno alle 5.45, orario in cui la luce solare è più che sufficiente per la visibilità senza luce artificiale e, infatti, in alcune zone a questo orario li abbiamo trovati spenti, ma nella quasi totalità ci siamo trovati di fronte a questa situazione:

– quartiere S. Gordiano, alle 6.10 lampioni ancora accesi, ossia 25 minuti oltre il dovuto; – Via Tarquinia, zona Cimitero vecchio, alle 6.20 lampioni ancora accesi ossia 35 minuti in più; – Porta Tarquinia, parcheggio fronte Vigili del fuoco, alle 6.15 ancora accesi,  30 minuti in più; – Via Marconi e zona Mercato, alle 6.15 ancora accesi, 30 minuti in più; – Via P. Togliatti, alle 6.25 ancora accesi, 40 minuti in più; – strada Mediana, a Via Lepanto trovati spenti, ma in altri tratti trovati ancora accesi alle 6.30, ben 45 minuti in più; – Rotatoria Madonnina, alle 6.30 ancora accesi, 45 minuti in più; – Marina, marciapiede lato monte alle 6. 15 ancora accesi mentre lato mare trovati spenti, 30 minuti in più”.

“Ma il bello deve ancora venire” incalza Nicola De Liguori che continua nell’elenco degli sprechi di energia elettrica:

–  al quartiere Campo dell’Oro, alle 6.40 trovati ancora accesi, 55 minuti in più;

– a Corso Centocelle alle 6.45 lampioni ancora accesi compresi quelli del Traiano, 60 minuti in più;

– rotatoria fronte parcheggio Tribunale e parte di strada verso nucleo industriale, alle 7.00 ancora accesi, 1 ora  e 15 minuti in più;

– nell’abbandonato quartiere Aurelia, che conta solo tre lampioni, comunque trovati ancora accesi alle 7.15, ben 1 ora e trenta in più”.

“Non sappiamo quando, poi, i lampioni si spengano realmente perché dopo ogni registrazione dell’orario non abbiamo atteso lo spegnimento per continuare agilmente il giro – precisa l’esponente del Popolo della Città – ma è certo che la sommatoria di questo spreco, perpetrato per chissà quanto tempo, incide pesantemente sulle casse comunali e di conseguenza sulle tasche di noi cittadini e contribuenti. Quanto sta accadendo denota una disaffezione della classe politica che ci governa a quelle che sono le azioni concrete su cui un’amministrazione attenta deve puntare per esercitare una sana economia comunale. Certo, continuando così, Civitavecchia può tranquillamente concorrere al titolo di “Smart City” al contrario”.

“Come cittadini (e tartassati) chiediamo che questo spreco di denaro pubblico venga quanto prima eliminato e ci auguriamo – concludono al Popolo della Città – che almeno questa volta il sindaco Tidei non accusi i suoi concittadini di consumare troppa energia elettrica così come fece tempo addietro quando accusò i civitavecchiesi di sprecare troppa acqua potabile (?) facendo finta di non sapere, invece, che le uniche fontane presenti in città sono le tante e sempre nuove perdite idriche che i civitavecchiesi segnalano, spesso inutilmente”.

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