Ladispoli. “Nell’interesse dei consumatori la gestione dell’acqua deve rimanere al nostro comune”

16 Ottobre 2013

“Vogliamo rassicurare che il Comune di Ladispoli rispetta ed ottempera  quotidianamente alle disposizioni di legge dello Stato”. Con queste parole il sindaco Crescenzo Paliotta ha inteso rispondere al segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, in merito alla vicenda del passaggio della Flavia Acque all’Acea Ato 2. In una nota inviata agli organi di stampa, infatti,  il segretario di Codici ha dichiarato che il comune di Ladispoli “deve  rispettare la Legge e consegnare definitivamente le reti” idriche. “E’ importante – ha proseguito Paliotta – tenere presente che sull’argomento, dalla legge Galli del 1994  in poi, sono intervenute altre leggi dello Stato, la Corte Costituzionale, la giurisprudenza di merito e la Comunità europea. Codici da parte sua ha presentato ricorso giurisdizionale al Tar Lazio e il Comune di Ladispoli si è regolarmente costituito contestando nel merito le avverse motivazioni. Oggi al Tar si è discusso del caso  e la sezione II Ter proprio per far luce sulle diverse disposizioni legislative intervenute ha disposto un’approfondita istruttoria prima di decidere”. “Le motivazioni che abbiamo presentato al Tar – ha concluso Paliotta – sono state inviate anche al Consiglio Nazionale delle Autonomie Locali che è tenuto ad esprimere un parere obbligatorio alla Regione Lazio. Codici si batte strenuamente   e sostanzialmente per  il passaggio delle reti idriche ad Acea, altre associazioni di consumatori si battono esattamente per il contrario. Non riusciamo a capire, inoltre, come Codici, che sostiene di difendere gli utenti, possa chiedere il passaggio delle reti all’Acea cosa che comporrebbe un aggravio dei costi del 40 ed un peggioramento del servizio così come dimostrato dalle esperienze dei comuni dove questo è già avvenuto. Si precisa infine che Flavia Acque è una società partecipata interamene del Comune di Ladispoli così come Acea è una società partecipata del comune di Roma. Quindi quale è dei due l’interesse meritevole di tutela da parte del nostro comune?”.  

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