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La tragedia di Milena

5 Dicembre 2015
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Quando Milena Sutter, di soli tredici anni, non torna a casa, i genitori si mettono subito in allarme. In casa arriva una telefonata anonima. Secondo il misterioso interlocutore, Milena sarebbe ancora viva, ma sarà liberata solo sotto riscatto.
La famiglia Sutter si reca nel luogo dell’appuntamento, ma ad attenderli non c’è nessuno. Di Milena sembra non esserci più nessuna traccia. L’unica stranezza notata intorno alla scuola, un’Alfa Romeo Giulia rossa al bordo della quale sarebbe stato avvistato un ragazzo biondo. Partono le ricerche e viene fermato Lorenzo Bozano. Il giovane, che non è biondo ma è comunque proprietario della spider rossa, ammette di essersi recato spesso davanti alla scuola di Milena ma per cercare di avvicinare un’altra ragazza di cui si era invaghito. Il passato burrascoso di Bozano però, già denunciato per furto, non convince gli inquirenti della sua innocenza. A confermare le ipotesi, alcuni biglietti trovati all’interno della casa del giovane. Su questi biglietti Bozano avrebbe infatti scritto una strana lista di cose da fare tra cui “ora X”, “telefonata con fornitura prove”, “affondare… seppellire. Murare”. Nonostante questo, però, nessun orario presente sui bigliettini coincide con i fatti legati alla scomparsa di Milena. Lo stesso Bozano stesso si giustifica con gli inquirenti dicendo che era solo un gioco ispirato al caso che aveva tanto sconvolto la città. A far indebolire le accuse verso Bozano, poi, il ritrovamento della cartella della giovane nel luogo indicato durante la prima telefonata del sequestratore. Sulla borsa, scritta a chiare lettere, spicca la frase “I Love Claudio”. Che sia questo il nome del vero rapitore? O è solo una falsa pista creata per depistare le indagini? Nel frattempo in casa Sutter arrivano altre telefonate. Tutte chiedono un riscatto, ma nessuna di esse è davvero legata a Milena, sono infatti solo scherzi di cattivo gusto messi in atto da mitomani. Il 20 maggio arriva la triste conferma: il corpo senza vita di Milena è stato ritrovato in mare e portato a riva da alcuni sommozzatori. La giovane, morta strangolata, indossa una muta da sub appesantita con una cintura di piombo. Questo particolare fa tornare i sospetti su Lorenzo Bozano, risaputo esperto di immersioni. Eppure, nonostante i numerosi indizi (tra cui alcune tracce di urina ritrovate nell’auto e alcuni graffi sulle mani) non ci sono prove effettive che a rapire e ad uccidere Milena sia stato lui. Per questo motivo, al primo appello Bozano viene assolto. Tutto però cambia in secondo appello, in cui si decide di condannarlo all’ergastolo. Per questo Bozano fugge all’estero. Fermato nel 1979 in Francia, viene rimpatriato e messo in carcere.
Bozano però non si arrende e, nonostante durate la semilibertà sia stato accusato di molestie sessuali nei confronti di una minorenne e di evasione fiscale, continua a proclamarsi innocente per quanto riguarda l’omicidio di Milena Sutter. Secondo lui, infatti, il “biondino della spider rossa” esiste veramente, ed è ancora in libertà.





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