santiago 544

La recensione. Santiago 544

4 Ottobre 2015
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A cura dell’avvocato e scrittore Paolo Tagliaferri

SANTIAGO 544
Annamaria Fassio
Mondadori

Trovato per sbaglio, un giorno, nella vetrina polverosa di un’edicola.
Sembra un gialletto. Non lo è.
Una scrittura bella, seria,cattiva.Descrizioni accurate e clima storico ricostruito con perizia.
Potrebbe sembrare una storiella. Non lo è.
A cominciare dal titolo.
E’ il nome di una via? No.
E allora cos’è?
Andate a cercare (negli atti della commissione Church o nei libri della Verdugo) la storia dei cablogrammi inviati a Santiago prima della morte del Gen. Schneider e lo scoprirete da soli.
O preferite cercare i nomi di spaventose sette segrete e delle patologie dei serial killer?
A seguire, dai nomi dei personaggi.
Sembrano nomi inventati ed esotici vero? Non lo sono.
Allora cosa sono?
Andate a cercare tra i partecipanti a una riunione, tenutasi, in un luogo della Virginia, il 16 settembre 1970. Niente di segreto (V. fonti di cui sopra), tutto relativamente facile da reperire, ma a dirvelo non c’è gusto.
È bello scoprirlo da soli, se a uno va.
Se, invece, il massimo è guardare una prova di cucina in tv o appassionarsi ai bigliettini lasciati dall’assassino seriale di tranvieri pacifisti in una fredda città della Scandinavia o in un paese assolato del mediterraneo, con cozze fresche e vino buono, allora è tutta un’altra storia: Santiago 544 sarà il nome di una qualche via ed Erik Peter Santorini il bislacco nome di un agente segreto.
“Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti “, per gli Skiantos del 1987: un LP; per molti: una triste constatazione.
Le potenze mondiali, in ogni fase storica, gestiscono il potere.
Gli Stati Uniti, per la loro storia democratica, per il loro sistema di controlli, per la loro onestà di fondo, mantengono traccia (seppur parziale) dei documenti storici, anche di quelli che li inchiodano alle loro responsabilità politiche.
Sono coraggiosi, Chapeau!
Forse, è anche per questo che, nonostante le critiche alla loro politica estera, continuo ad amare questa grande nazione.
“Mi sai dire, Michelle (….) perché gli Stati Uniti sono l’unico paese al mondo mai travolto da un colpo di stato?
Per nostra fortuna non abbiamo un’ambasciata degli Stati Uniti”
(Secondo Maurizio Chierici, la battuta sarebbe di Bill Clinton.
Dico Bill “expresidentedegliStatiUniti” Clinton !)
..Ora, mentre preparate un piatto di tonnarelli (trafilati al bronzo, mi raccomando!) alle vongole veraci, provate, se vi interessa, a indovinare il cognome di Michelle…



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