“La malasanità? oggi dimentichiamola, c’è tanto di buono all’ospedale San Paolo”

28 Febbraio 2013

Ci siamo occupati spesso di episodi di malasanità che hanno visto come protagonista l’ospedale San Paolo. Questa volta però, attraverso la segnalazione di un nostro lettore, vogliamo raccontare una bella pagina di sanità che vede come protagonisti il personale medico dei reparti del Pronto Soccorso e dell’ Unità di Terapia intensiva di Cardiologia.

“Scrivo questa lettera perché sono vivo, ovvio si potrebbe dire, invece no, perché martedì della scorsa settimana ero lì pronto ad andarmene verso l’aldilà. Per i tempi di crisi nei quali viviamo, probabilmente sarebbe stata una liberazione, forse però il Buon Dio ha voluto darmi altro tempo per portare a termine il mio destino. Cionondimeno, occorre far conoscere che, senza gli angeli del Pronto Soccorso e della Unità di Terapia intensiva di Cardiologia dell’Ospedale San Paolo di Civitavecchia, le penne a questo giro di valzer non le avrei riportate a casa. In un periodo, ove ogni giorno si sente sbraitare contro la sanità pubblica (a volte anche per interessi occulti), non posso esimermi dall’esprimere un ringraziamento dal profondo del cuore a coloro che con professionalità, attenzione e profonda umanità, mi hanno fatto uscire pienamente ristabilito, dal reparto, solo una settimana dopo. Martedì mattina della scorsa settimana infatti, al pronto soccorso, prontamente vengo assistito e gestito nel miglior modo. Embolia polmonare: immediate cure del caso e spedizione al reparto UTI e che significa? Presto svelato, un reparto dove le migliori strutture di monitoraggio e cura sono associate ad una equipe eccezionale. I Dottori Iacomelli e Calcagno, tutto il personale infermieristico e ausiliario danno il meglio di sé, in un clima che davvero fa star meglio solo a vedere i loro sorrisi. Passo dunque meno di una settimana tra analisi, terapie, monitoraggi, medicine, sorrisi e premure. Arriva martedì 26 e dopo un nuovo eco-doppler del Dott. Azzardi si osserva che l’assetto è ristabilito, con le solita precisione vengo informato delle attenzioni che dovrò avere e l’iter da svolgere da qui a qualche mese per tornare in forma come prima. Si ascoltano tutti i giorni cose brutte sulla sanità pubblica ed io che scrivo questa lettera perche sono vivo, ho voluto proprio raccontarla questa storia di eccellenza e amorevole premura. Spero che non rimanga dimenticata tra le pieghe di una quotidianità mediatica che tutto trascina ma, al contrario, rimanga nei cuori (e nei polmoni, è il caso di dirlo) di coloro che hanno, come me, provato questa esperienza –brutta per alcuni versi – bellissima per tanti altri!. Mille grazie a tutti”.

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