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La depenalizzazione dei reati

20 Gennaio 2016
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Il 15 gennaio 2016, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Orlando, ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo recante disposizione in materia di depenalizzazione a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67.
Nello specifico, ancora una volta vengono depenalizzati numerosi reati, tra cui la guida di un veicolo senza aver conseguito la relativa patente, che in caso di recidiva, (violazione commessa per la seconda volta nell’arco di due anni), resta comunque penale. In poche parole, chi sarà trovato per la prima volta, alla guida di un veicolo senza patente o con patente non in regola non sarà più sottoposto alla legge penale e quindi subire un processo, ma dovrà corrispondere una sanzione amministrativa tra i 5 mila e i 30 mila euro, di fatto, considerata di maggiore entità rispetto a quella di carattere penale applicata prima della riforma, che considera un’ammenda che va da 2.257 a 9.032 euro. Prevedendo comunque la confisca del veicolo.

Nel corso degli anni c’è stato un alternarsi di cambiamenti relativamente alla sfera di competenza di tale violazione, come del resto accaduto in analoghe fattispecie e tanto per rimanere nel Codice della Strada, relativamente agli attuali artt. 186 e 187, inerenti la guida di un veicolo in stato di alterazione psicofisica, dovuta all’assunzione di bevande alcoliche o di sostanze stupefacenti. Difatti, si è più volte passati dalla competenza penale a quella amministrativa e viceversa e dalla competenza pretorile a quella del giudice di pace penale, per tornare poi a quella del giudice monocratico, mentre, in controtendenza, è tutt’ora in esame al 4° passaggio alla Camera dei Deputati, l’introduzione nella nostra architettura penale, del nuovo reato di omicidio stradale, proprio per quanto concerne determinati comportamenti durante la guida di un veicolo, che creano continuo allarme sociale, prevedendo pesanti inasprimenti delle sanzioni a carattere penale.

consiglio ministri

Il vecchio Codice del 1959, prevedeva  il carattere penale della guida di un veicolo senza aver conseguito la patente, mentre le modifiche apportate con il D.lgs 30 dicembre 1999 n. 507 entrato in vigore il 15 gennaio 2000, variavano l’impianto normativo, punendo la violazione dell’art. 116 guida senza patente co. 1, con la sola sanzione amministrativa compresa tra un minimo edittale di 4 milioni a 10 milioni ed un massimo stabilito nell’importo di 16 milioni.

Successivamente, l’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge 3 agosto 2007, n. 117, convertito, con modificazioni, nella Legge 2 ottobre 2007, n. 160, tornava a reintrodurre all’interno dell’ordinamento giuridico penale una nuova fattispecie incriminatrice che era stata inserita nel comma 13 dell’articolo 116 Codice della Strada. Il testo del predetto articolo recitava testualmente: “Chiunque guida autoveicoli o motoveicoli senza aver conseguito la patente di guida è punito con l’ammenda da euro 2.257 a euro 9.032; la stessa sanzione si applica ai conducenti che guidano senza patente perché revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti previsti dal presente codice. Nell’ipotesi di reiterazione del reato nel biennio si applica altresì la pena dell’arresto fino ad un anno. Per le violazioni di cui al presente comma è competente il tribunale in composizione monocratica”.

andrea-orlando

Tornando al presente, secondo il parere degli Organi di Governo, l’obiettivo della nuova riforma, sulla falsariga delle precedenti, sarebbe quello di trasformare alcuni reati in illeciti amministrativi, anche con il fine di snellire il sistema penale e processuale, e  rendere così più effettiva la sanzione. Ritenendo al contempo, che rispetto a tali illeciti abbia più forza di prevenzione, generale e speciale, una sanzione certa ed emessa in tempi rapidi che la minaccia di un processo penale, che a causa del particolare carattere dell’illecito e per l’andamento dei tempi che scandiscono il procedimento penale rischierebbe di far cadere tutto nel nulla per decorrenza di termini. Il nuovo processo di depenalizzazione, oltre che la guida di un veicolo senza patente, coinvolge tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale stesso.

Almeno per il momento, sembrano rimanere all’interno dell’ordinamento penale, e quindi esclusi dal provvedimento, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda, concernenti la normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti.

Vengono poi abrogati una serie di reati trasformati in illeciti civili con sanzioni pecuniarie civili. La novità, in taluni casi, sta anche nella previsione da parte del giudice in caso in cui lo stesso riconosca l’indennizzo, di comminare una sanzione pecuniaria civile a carico del responsabile, che avrebbe natura pubblicistica e devoluta allo Stato, in aggiunta, come detto, al risarcimento del danno patito dalla parte offesa. Quest’ultima, tanto per esempio, in caso d’ingiuria, di furto del bene da parte di chi ne è comproprietario e quindi in danno degli altri comproprietari e l’appropriazione di cose smarrite, non dovrà più sporgere querela, ma potrà ricorrere al giudice civile per il risarcimento del danno. Prevedendo in tal senso, una sanzione che va da cento a ottomila euro. La sanzione civile, raddoppia nel caso di illeciti relativi all’uso di scritture private falsificate o la distruzione di scritture private.

C’è da osservare, che come oramai consuetudine, le norme cambiano e per molte di queste, mutano anche le sanzioni e soprattutto, la sfera di competenza, che dal profilo amministrativo, passa a quello penale e viceversa, anche in relazione al diverso pensiero politico dei governi che si avvicendano, il determinato momento storico, le spinte della popolazione, gli impulsi e le emozioni determinati da particolari vicende o fatti, nonchè dal cronico ingolfamento dei tribunali, causato anche dalla carenza di risorse umane, che non riescono a smaltire l’enorme mole di lavoro, non garantendo così, l’immediatezza e la certezza della pena, che fungerebbe da deterrente, con la conseguente archiviazione di molti reati per decorrenza dei termini.

Il processo di depenalizzazione, per i reati considerati di minore entità, potrebbe teoricamente portare a risultati migliori, poiché di fatto essere considerato un’attività di prevenzione, dovuta allo “spauracchio” per il cittadino, di incappare in una sanzione relativamente certa, salvo ricorsi e contenziosi vari, che comunque potrebbero non assicurare l’esborso dei proventi da parte del contravventore ed allungare comunque i tempi e di fatto rendere impunito l’autore della violazione. E sono certo, che con le cifre esorbitanti previste dalle nuove norme, i ricorsi pioveranno a non finire.

Ma allo stesso tempo, come espresso più volte in altri casi analoghi, non posso non esimermi da una altro ragionamento, che inevitabilmente mi fa sorgere molti interrogativi sulla bontà di alcuni processi di depenalizzazione e soprattutto di quelli relativi ad alcune particolari norme.

polizia

E’ il caso della guida senza patente. Mentre, anche sulla spinta delle associazioni delle vittime della strada, delle continue “stragi del sabato sera”, come accennato poc’anzi, si pensa d’inserire nell’architettura del nostro ordinamento penale l’omicidio stradale, quale nuova fattispecie di reato, con la previsione di pene molto severe, al contempo si depenalizza la guida senza patente, dalla quale, anche per incapacità ed inesperienza del conducente, ne potrebbero derivare  gravi e fatali conseguenze alle persone. Si giustifica questa scelta, oltre che con lo snellimento della macchina della  giustizia penale, anche con la sanzione, considerata elevata, da 5mila a 30mila euro, quale potenziale deterrente. Per quanto riguarda il caso in esame, la sanzione sarà comunque pari a 10mila euro, in quanto la Legge 689/81 prevede nella terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole, nel doppio del minimo della sanzione edittale, quindi in un caso o l’altro, sempre di 10mila euro parliamo. Somma che può fare paura ed essere un sicuro deterrente, per chi appartiene ad un ceto medio basso, insomma chi ha uno stipendio per campare ed al quale l’esborso di una simile cifra, comporterebbe certamente un grave problema per il suo bilancio familiare. Diversamente potrebbe essere invece per i possibili molti altri casi, come ad esempio il non avere alcun reddito e non essere proprietari di nulla, come per chi invece al contrario, risulti possessore di patrimoni e redditi di particolari entità. Ovvio pensare, che in caso di illecito perpetrato da parte di soggetto appartenente al primo caso, nessuna sanzione sarà mai corrisposta da questi per manifesta impossibilità materiale e nulla potrà mai essere sequestrato o pignorato, mentre nel secondo caso, il facoltoso, il benestante, potrebbe togliersi la soddisfazione di guidare senza patente e nella malaugurata  ipotesi fosse “pizzicato”, quella di pagare tranquillamente i 10mila euro, poiché non inciderebbero di certo sul suo bilancio. Oserei dire, una disparità di trattamento.

Perplessità e concludo, nutro anche in relazione ai reati passati nella sfera degli illeciti civili, sia per quanto riguarda gli aspetti riportati al punto precedente già ipotizzati ed esaminati, sia per la dicotomia che contraddistingue verosimilmente in egual modo la lungaggine dei tribunali penali e quelli civili, se non addirittura maggiore, quella presentata da quest’ultimi. L’alternativa? Conscio di andare contro l’attuale orientamento giuridico, a mio modesto parere potrebbe essere quella di garantire una pena seppur minima, ma certa ed immediata, naturalmente comprensiva di ammenda e quant’altro e che quantomeno, risulterebbe nel “pedigree” (casellario giudiziale  o nei carichi pendenti), del soggetto che ha violato la norma. In tal caso, sarebbe necessario rafforzare l’organico dei giudici togati ed una parte di essi, destinarli a decidere solo su determinati reati, considerati di minore entità, come pure il personale giudiziario, rendendo così più immediata, snella, e certa, la macchina giudiziaria. Sono più che sicuro, che non passeranno molti anni, quando alcuni reati, come quello della guida senza patente, torneranno nuovamente ad avere una rilevanza penale.



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