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«Giochi rotti e imbrattati con lo spray, inadeguata per non dire inesistente manutenzione, panchine danneggiate, verde scarsamente curato, così si presenta agli occhi dei civitavecchiesi l’area verde adiacente Palazzo del Pincio. Noi del Popolo della Città – dichiara il presidente Antonio Cacace – che abbiamo a cuore il bene della città ci facciamo promotori delle rimostranze dei tanti frequentatori dell’area che lamentano la situazione di degrado preesistente ormai da troppo tempo e più volte segnalata invano».

«Ad oggi – prosegue Cacace – quel piccolo spazio incastonato tra Via Buonarroti ed il palazzo comunale, che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello della città anche per le vicinanze alla sede comunale ed in una posizione centrale strategica facilmente raggiungibile, invece sembra abbandonato a se stesso, poco adatto oggi ad ospitare anziani e bambini che vi si recano per trascorrere qualche ora distensiva nel verde».

«Le buone intenzioni manifestate nel suo ultimo rifacimento nei primi anni del 2000, dove si voleva dare vita ad una oasi di verde proprio nelle immediate vicinanze del fulcro dell’attività di governo cittadino per accogliere i cittadini, sono rimaste tali – continua il presidente del PdC – con il trascorrere del tempo semmai le sue condizioni sono assolutamente peggiorate. I pochi giochi presenti sono praticamente inservibili così come le panchine in legno ed i muretti, devastati da scritte ad opera di vandali che nelle ore notturne si “divertono” indisturbati a far chiasso e distruggere senza un briciolo di sensibilità ciò che rappresenta il bene comune, e quindi anche loro. Il verde è praticamente lasciato nell’incuria, gli operatori addetti si vedono di rado, il più delle volte indifferenti di fronte all’incuria più che evidente».

«Ogni tanto accompagno mia nipote a giocare qui, anche se il parco non offre molte possibilità di gioco», ci spiega una giovane nonna, mentre spinge la nipotina sull’altalena, «gli altri tre giochi sono mal ridotti o rotti, su queste due altalene ad una è stato staccato il sedile e in questa funzionante, probabilmente per ripararla, sono state tolte delle maglie della catene con il risultato che la mia piccola, che ha 6 anni e mezzo, non riesce a salire senza aiuto e in più sto in apprensione perché ho paura che se cade da questa altezza possa farsi male. Per non parlare dello scivolo, quello in plastica, dove un grosso buco è stato riparato maldestramente con una toppa di cemento e spesso i bambini nello scivolare, soprattutto ora che con parcopincio2l’arrivo del caldo sono tutti in pantaloncini, si procurano abrasioni sulle gambe. E del girello dei più piccoli che è stato eliminato perché rotto e mai più rimpiazzato ne vogliamo parlare?», chiosa la nonna. Che del parco apprezza soltanto una cosa: «è al centro e facile da raggiungere anche a piedi». Il commento in genere degli altri genitori frequentatori del parco che hanno voluto darci la loro “accorata” testimonianza è che a Civitavecchia non ci sono parchi attrezzarti e degni di questo nome dove far giocare i propri figli in sicurezza. Una mamma ci racconta addirittura che la domenica preferisce portare i propri bambini al parco Kennedy di Santa Marinella perché è curato, pieno di giochi, c’è un bel laghetto con simpatici animali e la possibilità di ristorarsi con il bar del parco. La soluzione ai problemi del parco del Pincio per i residenti è semplice e a portata di tutti: «Basterebbe curarlo un po’ di più, e renderlo adatto ai bambini che è il motivo per il quale è stato realizzato».

«Possibile mai che il sindaco e l’amministrazione tutta siano totalmente ciechi ed insensibili di fronte a cotanta trascuratezza, per giunta piazzata sotto i propri occhi quotidianamente? Si domandano dal PdC».

«Eppure l’area è di tutti – concludono i rappresentanti del Popolo della Città – ed è anche loro, basterebbe davvero poco per renderla vivibile e sicura: ma quanto costerà mai all’Amministrazione comunale acquistare 4/5 giochi nuovi per i nostri bambini? E due telecamere per la videosorveglianza? Auspichiamo che questo appello proveniente dalla collettività non rimanga inascoltato come i precedenti e che, una volta tanto, la sensibilità di chi ci governa prenda il sopravvento sull’indifferenza».

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