L’Amministrazione Comunale di Civitavecchia plaude alla sospensiva che il TAR di Roma ha ieri concesso a favore dei Comuni di Bracciano, Trevignano ed Anguillara, avverso alla Programmazione Strategica Sanitaria Regionale, che prevede pesanti tagli ai servizi dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano. Civitavecchia non è la controparte di Bracciano, ma un alleato, come questa Amministrazione ha puntualmente ribadito in ogni occasione. Le risorse che Civitavecchia reclama non devono in alcun modo provenire dal depauperamento del Padre Pio, ma dallo sblocco del turn over e dalla razionalizzazione delle assunzioni che ne verranno. L’Amministrazione cittadina ribadisce quindi la propria ferma contrarietà alle politiche sanitarie del Presidente Zingaretti. Una politica che, anziché affrontare il nodo della sanità privata e dell’eccesso di posti letto presenti in alcune aree di Roma, riversa su questa ASL ulteriori tagli all’offerta di servizi. Una pianificazione che sceglie di non attaccare l’alta borghesia romana, proprietaria delle tante cliniche convenzionate, né la sanità riconducibile ad istituti ospedalieri religiosi, ma fa economia sugli ospedali di provincia. Così, mentre alcune ASL romane si ritrovano a poter ancora offrire oltre 4 posti letto per 1000 abitanti, contro uno standard nazionale di 3.6, la nostra ASL viene lasciata ad arrangiarsi con un misero 0,8/1000. Non passi inosservata la furbizia da vecchie volpi con la quale il Commissario e la Cabina di regia, mentre tagliano 28 veri posti letto al Padre Pio, ne inventano 63 “virtuali” a Civitavecchia. Questi ultimi infatti, in un ospedale strutturalmente al limite come il San Paolo, rischiano infatti di restare in buona parte solo inchiostro su carta, vista la cronica carenza di spazi, assunzioni ed investimenti.

Contrariamente a quanto taluni affermano, l’Amministrazione sottolinea quindi come la sospensiva riguardi tre specifici decreti del Commissario ad acta alla Sanità Nicola Zingaretti e non l’Atto Aziendale recentemente approvato dalla Conferenza dei Sindaci della ASL RMF. Tale Atto, a differenza di quanto decretato dallo stesso Commissario Zingaretti, restituiva all’Ospedale di Bracciano la presenza concreta dei medici radiologi (che per la Regione avrebbero dovuto essere sostituiti da un servizio di consulenza radiologica a distanza) ed affiancava ai medici di Pronto Soccorso un medico Anestesista ed un mezzo di soccorso utile al trasferimento dei casi urgenti (non previsti dal Governo Renzi nell’organico di un “ospedale di area disagiata”).

Un Atto Aziendale, quello della ASL RMF, che ben amministra le poche risorse che la Regione ha lasciato a questi territori.

La sospensiva riguarda quindi atti firmati dal Presidente Zingaretti, da ritenersi il vero responsabile del depotenziamento della rete ospedaliera del nostro territorio. Il tentativo di attribuire a Civitavecchia la responsabilità degli errori strategici che la giunta regionale sta compiendo va quindi condannato duramente, come tentativo malizioso di sviare l’attenzione dei cittadini dalla realtà dei fatti e dalle vere responsabilità politiche.

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