“Io ho una storia da raccontare”, a Viterbo una festa multietnica

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Il 10 giugno alla Fattoria di Alice presentazione del progetto di accoglienza di Alicenova e Gea.

Sabato 10 giugno 2017 alle ore 18, presso la Fattoria di Alice a Viterbo in Strada Tuscanese 20 (uscita Università/Tribunale della superstrada Civitavecchia-Orte), verrà realizzato un incontro pubblico di presentazione del progetto di accoglienza per richiedenti asilo delle cooperative sociali Alicenova e Gea. Per l’occasione, inoltre, sarà allestita una festa multietnica dal titolo “I have a story to tell – Io ho una storia da raccontare”, caratterizzata dalla performance conclusiva di un laboratorio artistico espressivo rivolto ai migranti in accoglienza e si terrà un aperitivo con piatti tradizionali realizzati dai beneficiari.

 Le cooperative sociali Alicenova e Gea, dal 2015, in Ati, a seguito del bando della Prefettura di Viterbo, sono enti gestori del progetto di prima accoglienza per richiedenti asilo. I beneficiari, nel rispetto dei contesti ospitanti, sono accolti in 19 appartamenti sparsi nel territorio della provincia di Viterbo, nei Comuni di Viterbo, Fabrica di Roma, Montefiascone, Tuscania, Tarquinia, per un totale di 120 persone, singoli, donne sole, donne sole con figli, nuclei e nuclei monoparentali.

 Quello proposto è un modello di accoglienza diffusa che mira a un più alto livello di autonomia degli ospiti e consente di facilitare l’inserimento degli stessi nel tessuto sociale e nel contempo tutela le comunità locali dall’impatto disorientante che può creare l’arrivo di grandi numeri di ospiti migranti in uno stesso luogo. Attraverso un processo individuale e organizzato, le singole persone possono (ri)costruire le proprie capacità di scelta e di progettualità e (ri)acquistare la percezione del proprio valore, delle proprie potenzialità ed opportunità.

 Operatori qualificati, con il supporto di mediatori culturali, curano l’accoglienza materiale, la fase di orientamento e accompagnamento ai servizi del territorio (ASL, servizi sociali, scuola ecc.), i percorsi di tutela legale, i rapporti con la Questura di Viterbo per i permessi di soggiorno, la redazione delle memorie, l’accompagnamento e i contatti con la Commissione Territoriale, l’orientamento al lavoro, (iscrizione Centro per l’Impiego, redazione curriculum vitae, supporto ricerca lavoro, inserimento in tirocini), l’organizzazione di attività di acquisizione di competenze lavorative e di percorsi professionalizzanti (attività agricole, corsi di potatura, falegnameria, cucito ecc.), l’organizzazione e l’inserimento in laboratori sportivi e ludico-creativi (attività espressive e teatrali, scuola calcio ecc.).

 Tutto questo affianca i corsi di lingua previsti dal progetto di accoglienza. L’obiettivo è collocare al centro dell’accoglienza le stesse persone, le quali non sono dei meri beneficiari passivi di interventi predisposti in loro favore, ma protagonisti attivi del proprio percorso e di ridefinizione di un nuovo progetto di vita e di realizzazione individuale.