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Interporto: l’affare si ingrossa

11 Febbraio 2016

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Civitavecchia nuovamente “alla ribalta” dei quotidiani nazionali: questa volta è il Corriere della Sera che spiega l’affaire.
La vicenda interporto di Civitavecchia che si arricchisce di nuovi particolari giorno dopo giorno.
L’affaire è balzato anche all’attenzione de “Il Corriere della Sera”. Nella pagina romana del più autorevole
quotidiano romano si è parlato domenica scorsa dell’interporto di Civitavecchia. Se ne è parlato relativamente ad una vicenda giudiziaria che vede protagonista l’imprenditore Franco Favilla, rappresentante della Geochem Logistic srl, società che igura come cliente del centro logistico, ma che, stando ai bene informati, si sarebbe candidata
a prendere pieno possesso dell’area e dei magazzini. L’articolo in questione parla di una truffa da oltre 680 mila euro per il quale sarebbe indagato proprio Favilla. La vicenda riguarderebbe in particolare, l’acquisto di un appartamento nel complesso Donna Towers di Dubai. “Il broker milanese, con i promotori della sua Seasif group – scrive il Corriere
– fa breccia nel portafoglio di cinque romani che nel 2008 investono cifre dai 154 ai 208mila euro. La prima cedola, 28 febbraio 2011, non viene però mai staccata, le torri gemelle sono ancora in costruzione e tutto l’affare è solo una messinscena. Questo almeno secondo il pubblico ministero Luca Tescaroli, che ha citato a giudizio Favilla e soci. Una presa in giro, per il legale delle vittime della presunta truffa,l’invito ai cinque clienti a vedere i grattacieli finiti
quando erano ancora degli scheletri di travi. “Solo ritardi nei lavori, che sono ripresi, dovuti alla crisi immobiliare a Dubai e tutti i soldi intascati iniziano il progetto” – spiega invece il difensore di Favilla. “E mentre un cospicuo gruppo di altre presunte vittime attende l’esito del processo – conclude l’articolo del “Corriere” – l’imprenditore si candida a
gestire la piattaforma logistica di Civitavecchia con la Geochem Logistic srl, costituita ad agosto a Cipro, capitale sociale 40mila euro e amministratore unico in Svizzera. Dalla fallita Icpl ha già rilevato alcuni contratti commerciali, in attesta dell’asta giudiziaria. Alle polemiche il sindaco Antonio Cozzolino risponde che la scelta spetta al curatore fallimentare,
restando al Comune il potere di revoca”.

 

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