scala-rumore

INQUINAMENTO ACUSTICO IL PROBLEMA PERMANE (A cura del dottor Remo Fontana, Criminologo)

23 Aprile 2016
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2^ parte
Giovedi 10 Marzo scorso, dalle 16.00, presso l’Aula Pucci si è tenuta un’interessantissima giornata di divulgazione
ed informazione sul tema “Salute e esposizione ambientale”. Con la presenza di esponenti del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale e di numerosi medici, quest’ultimi specialisti peraltro, nelle più disparate branche della medicina e dell’epidemiologia. Sono stati illustrati i risultati dello studio “ABC –
Ambiente e Biomonitoraggio nell’area di Civitavecchia” ed unitamente ad esponenti della ASL RM4, si è fatto cenno allo stato dell’arte relativo al registro tumori. Da semplice cittadino, interessato come tutti alla triste vicenda, anche a seguito di familiari ed amici deceduti a causa di malattie neoplastiche e/o portatori delle medesime,ho seguito con attenzione quasi sino al suo termine il dibattito, durante il quale come era ovvio, sono scaturite anche delle contestazioni da parte di alcuni cittadini. Nello specifico, da quanto ho potuto capire, seppur Civitavecchia e parte del nostro comprensorio, compreso il mare, sono soggetti a fonti d’inquinamenti vari, dovuti a polveri sottili, metalli ed idrocarburi, (perdonate la mia scarsissima conoscenza nella definizione dei dettagli degli inquinanti), nei quali a vario titolo potrebbero rientrare la centrale termoelettrica, il porto, il traffico cittadino ed i depositi di carburante, le
patologie causa di decesso o di malattie, non potrebbero essere comunque attribuite e ricondotte specificatamente ad alcuna di queste fonti, per la mancanza della sussistenza, (impedendo di fatto, l’emissione di provvedimenti restrittivi a loro carico), che ritengo scappatoia legale, del così detto “nesso di causalità”. In pratica, il nesso di
causalità è quel rapporto tra l’evento dannoso e il comportamento del soggetto (autore del fatto), astrattamente considerato. Il legame eziologico tra la condotta (commissiva o omissiva) e l’evento rappresenta la condizione imprescindibile per l’attribuibilità del fatto illecito (e, conseguentemente, del danno) al soggetto: in altre parole, la
modificazione del mondo esterno (l’evento) può essere imputata ad una persona solo se la stessa sia conseguenza della sua condotta. ( Fonte www.StudioCataldi.it).
A seguito di ciò, il malumore percepito tra gli spettatori partecipanti, peraltro tra di essi un folto gruppo facenti parte del movimento “Piazza 048”, è stato evidente poiché, in buona sostanza, in relazione a quanto al punto precedente
meglio descritto, sembra che ognuno continuerà a fare la sua parte nell’inquinare aria, acqua e mari, quindi oltre che i nostri polmoni, lora, fauna e fauna ittica, senza che almeno per ora, si possa provare che la responsabilità, sia dell’uno o dell’altro, mentre al contempo la gente continuerà ad ammalarsi ed a morire, in misura maggiore, statisticamente comunque accertata, rispetto ad altri territori della nostra nazione, non si sa per quanti anni ancora.
Ho preso spunto da questo importantissimo evento, per introdurre un altro problema che a mio modesto parere interessa la nostra Città e di cui se non erro, non mi sembra se ne sia fatto cenno nel convegno sopra indicato, in pratica circoscrivendo le fonti d’inquinamento come detto solo a quattro, e cioè, quello relativo ad un’altra considerevole fonte d’inquinante, a mio parere, non certo di secondaria importanza: quello acustico.
In proposito, rimando al sito http://www.arpa.marche.it/index.php/salute-ed-inquinamento-acustico , ove è
possibile leggere una dettagliata relazione relativa anche agli effetti sulla salute dello specifico inquinante, redatta
proprio da uno degli enti preposti anche al controllo del rumore, che nel caso di Civitavecchia, vede la sua competenza in capo all’ARPA Lazio. E’ il caso di tornare sull’argomento, perché se non lo si ricorda, proprio su questa Rubrica, l’8 dicembre 2015, ebbi avuto modo di parlarne e di sviscerare il problema, rimasto nel silenzio più assordante, che per gli amanti del web, sarà più semplice rammentare collegandosi al sito : http://www.0766news.it/wp-content/uploads/2015/12/ONLINE8DICEMBRE2015.pdf, ma che riassumendo in due parole, il mio riferimento era al rumore ed al conseguente disturbo, dato dai veicoli in transito sul tratto autostradale, della Roma /Civitavecchia che attraversa la nostra Città, con particolare riferimento alle zone, comprese tra Boccelle, Campo dell’ Oro, e S.Liborio e comunque tutte quelle alte, ricadenti nelle immediate vicinanze del tratto autostradale in questione, ove i rumori percepiti e derivanti dal traffico, sono sicuramente maggiori ed in alcuni casi e periodi delle stagioni, insostenibili. Nello specifico si sta avvicinando la buona stagione, almeno meteorologicamente parlando, le finestre delle abitazioni torneranno ad aprirsi, (ladri permettendo), ed inevitabilmente i rumori, è logico e scontato pensare, torneranno ad intensificarsi, divenendo nuovamente insopportabili specie nelle ore del riposo, vuoi anche per l’incremento del traffico, da e per l’area portuale,
soprattutto nella stagione estiva. Gli stessi dovuti anche e soprattutto all’intensissimo transito di mezzi pesanti e dei loro motori di trazione, cui fanno eco quelli che generano il freddo per loro celle frigo, quest’ultimi ancora più dirompenti dei primi. Allora, riprendendo l’argomento, agganciandomi anche alla conferenza svoltasi all’Aula Pucci del Comune sull’inquinamento, vorrei con questo articolo, riportare per tempo alla ribalta dei media, accendendo
nuovamente le luci dei rilettori, sul problema di cui ho parlato poc’anzi vissuto supinamente e passivamente dalla
popolazione, anche in relazione agli ingenti lavori ancora in atto, per il prolungamento del tratto autostradale
in questione, sollecitando l’ente proprietario ad installare apposite barriere antirumore o acustiche, che dir si voglia, come già da tempo installate nelle vicine città, eliminando così, o almeno diminuendo sensibilmente una delle fonti d’inquinamento cui la città è sottoposta, con buona certezza, ipotizzabile concausa di danni alla salute dei suoi abitanti. Sensibilizzano e chiedendo in proposito anche l’intervento degli organi preposti, delle istituzioni interessate, ma anche dello stesso ente gestore del tratto viario, che mediante l’apposizione di poche e semplici opere, potrebbe contribuire a rendere una città sicuramente più vivibile.

 



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