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Inchiesta Porto. Collegamenti con lo “scandalo Mose”?

11 Giugno 2014

Un’istanza per chiedere che il magistrato interroghi il prima possibile i loro rispettivi assistiti. E’ quanto hanno presentato questa mattina in Procura gli avvocati difensori dei cinque civitavecchiesi indagati nell’ambito dei lavori di ampliamento del Porto di Civitavecchia. Per il momento, infatti, nessuno degli indagati, i cinque locali e i quattro rappresentanti delle grandi imprese nazionali componenti l’associazione tempoeranea di imprese, è stato sentito dai coordinatori dell’inchiesta, il procuratore capo Gianfranco Amendola e il Sostituto Procuratore Lorenzo Del Giudice.

Gli avvocati Pier Salvatore Maruccio e Daniele Barbieri hanno spiegato invece che è prioritario che gli indagati locali vengano interrogati il prima possibile per fornire la loro versione dei fatti. Per questo motivo stanno predisponendo delle lunghe memorie difensive per i loro rispettivi assistiti. Non c’è una tempistica precisa alla quale i magistrati devono attenersi per accogliere o meno l’istanza, e potrebbero passare anche diversi giorni prima che gli indagati vengano convocati in Procura. Nel frattempo, gli inquirenti stanno analizzando tutta la documentazione cartacea sequestrata durante le perquisizioni negli uffici e nelle sedi legali degli indagati, ed è possibile che solo al termine di queste valutazioni avvengano gli interrogatori. Come spiegato dagli avvocati difensori, l’urgenza è dettata soprattutto dal fatto che ci sono numerose maestranze che sono a casa senza lavoro a causa del sequestro del cantiere, ed è quindi necessario che gli accertamenti si concludano il più presto possibile. Il lavoro degli inquirenti, comunque, continua. Stando ad alcune indiscrezioni, i magistrati starebbero valutando se possono esistere analogie tra la loro inchiesta e quella, clamorosa, riguardante il Mose di Venezia, che ha portato all’arresto di numerose persone per reati che vanno dalla corruzione alla frode fiscale. Ciò, perché tre delle grandi imprese coinvolte nell’indagine dei lavori per il prolugamento dell’antemurale sono implicate anche nello scandalo del Mose di Venezia. Si tratta delle società Grandi Imprese Fincosit, Itinera e Pietro Cidonio. (fonte trcgiornale)

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