In 300 per dire no all’itticoltura off-shore

Tantissimi civitavecchiesi sotto Palazzo del Pincio per contrastare il progetto dell’impianto al largo della Frasca. Gli organizzatori: “Una manifestazione che parte del basso, siamo molto soddisfatti. Non vogliamo lasciare oggi spazio alla politica, ha già fatto troppo”.

CIVITAVECCHIA – Nessuna bandiera. Nessun intervento politico autorizzato. Solo i cittadini. E la loro voglia di gridare no alla realizzazione di un impianto di itticoltura off-shore al largo della Frasca. In trecento si sono presentati questa mattina a piazzale del Pincio, per manifestare contro il progetto proposto dalla Civita Ittica e approvato dalla Regione Lazio. Mentre si potrebbe aprire uno spiraglio proprio per rimettere in discussione, in sede di conferenza dei servizi, la realizzazione dell’itticoltura, i cittadini hanno voluto ribadire con forza la contrarietà e la necessità di essere tutti uniti per difendere il territorio e quel tratto di costa tanto caro ai civitavecchiesi. “Frasca patrimonio popolare, giù le mani dal litorale”, oppure “Togliere a tanti per regalare a pochi” sono solo alcuni degli striscioni comparsi questa mattina.

“Siamo davvero soddisfatti, non ci aspettavamo una partecipazione così massiccia: siamo gente di mare, abbiamo colpito un punto che sta a cuore a tutti – ha commentato Ivana Puleo, in prima linea nell’organizzazione – abbiamo voluto che a parlare fossero i cittadini e non i rappresentanti di quella politica che, finora, ha già fatto troppo”. “Non vogliamo puntare il dito contro nessuno in particolare – ha fatto eco Roberto Melchiorri – non ce la prendiamo con i politici ma a tutti, oggi, chiediamo di unirsi per una battaglia comune. Abbiamo protestato contro la piscicoltura alla Frasca ma, in generale, siamo stanchi di perdere terreno, mare ed anche purezza dell’aria. Lo abbiamo fatto da semplici cittadini, perché a nostro avviso sono tanti anni che nessuna amministrazione ha provato a fermare questa ingenerosa emorragia. Sappiamo che nel gioco delle parti ognuno si riterrà meno responsabile di altro e sarà pure vero, ma sta di fatto che quello che siamo ora è sotto gli occhi di tutti. Siamo tutti poveri, malati e senza lavoro. Quello che speriamo, anzi vogliamo che avvenga, è un cambio di tendenza che ci porti gradualmente a rientrare in possesso di quello che ci è stato ingiustamente tolto ed al diritto di poter mantenere dignità, salute, occupazione”.

Intanto lunedì, dopo aver già incontrato la Capitaneria di porto, rappresentanti del settore pesca incontreranno il sindaco Ernesto Tedesco e l’assessore Magliani “e vedremo cosa concretamente hanno deciso di fare. In settimana ci sarà un incontro tra sindaco, Civita Ittica e Enel – ha spiegato Puleo – e vedremo cosa uscirà fuori. Oggi ci siamo presi questo spazio, una piazza importante, per dire qualcosa ai politici. Un messaggio pacifico ma risoluto. C’è una volontà politica di fare o non fare le cose”. L’auspicio, a questo punto, è che si possa riaprire la conferenza dei servizi, alla luce delle novità emerse negli ultimi giorni, in modo da rimettere in discussione l’intero progetto.

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