Il sindaco Sergio Caci: «Mi metto a disposizione della magistratura continuando a dedicarmi al mio paese»

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“Mercoledì passato, tramite la stazione dei carabinieri di Pescia Romana, sono venuto a conoscenza di un’indagine relativa all’appalto della raccolta rifiuti. Le forze dell’ordine hanno svolto il loro dovere, facendo un accesso presso gli uffici del comune, compreso il mio, per reperire tutto il materiale necessario alla prosecuzione dell’indagine.

Da parte dell’amministrazione e degli uffici non c’è nulla da nascondere ma, considerate le chiacchiere che sono scaturite anche da una semplice indagine, è necessario specificare alcune circostanze.

Non andrò nei particolari, in quanto non voglio inficiare l’attività investigativa della procura, ma leggendo quanto ci viene contestato, sarà necessario non solo mettere a disposizione della procura stessa tutta la documentazione prodotta in questi anni, ma mostrare che il lavoro svolto va nella direzione giusta che garantirà una gara trasparente. Per quanto riguarda il tempismo delle accuse e delle perquisizioni presso gli uffici comunali, che molti intravedono come ostacolo da porre innanzi ad una possibile candidatura del sottoscritto alle prossime elezioni politiche (notizia comparsa sui giornali), rispondo dicendo che non ci credo.

Io servo i cittadini diciotto ore al giorno, rinunciando a famiglia ed affetti per dedicarmi al mio dovere. Non credo che chi serve lo Stato e lo fa con dedizione, si presti a tali bassezze.

Non nascondo però che faccio un po’ mio l’articolo di Claudio Cerasa comparso ieri su Il Foglio: Sindaci in trappola.

“Molto spesso noi sindaci, che abbiamo ricevuto un chiaro mandato elettorale, inciampiamo in un sistema di regole, norme, divieti e obblighi, spesso contrastanti. Fare il sindaco diventa un mestiere impossibile: se si cerca di fare qualcosa di utile si rischia molto, così sembra che l’unica via d’uscita sia l’immobilismo”.

Il nostro è un ruolo politico e la funzione è elettiva, quindi presuppone un margine di sindacabilità, mentre spesso viene letto come una sorta di incarico burocratico.

Sicuramente indagare un sindaco fa notizia, ma non si può cadere nell’ipotesi che chi fa è sospettato di abuso di potere e chi non fa di omissione di atti d’ufficio. Può diventare una trappola. Io mi metto a disposizione della magistratura, continuando però a dedicarmi al mio paese come ho fatto fino ad oggi: con onestà, lavorando sodo, incontrando persone ed aziende, studiando le soluzioni migliori per i miei concittadini, cercando di aiutare i più deboli”.
Lo ha comunicato il Sindaco Sergio Caci