Dal sindacato Usb riceviamo e pubblichiamo. “Da tempo l’Unione Sindacale di Base sta promuovendo una importante vertenza nei confronti di Minosse, l’impresa che si occupa di scaricare il carbone presso l’impianto Enel di Torrevaldaliga Nord. Sono infatti anni che la Proprietà aziendale si dimostra indifferente alle richieste dei lavoratori, lasciando regolarmente sul tavolo una quantità di problemi che non possono più essere rinviati. In questa prospettiva, forte del consenso ricevuto, USB ha quindi operato per costruire un percorso unitario con l’altra organizzazione presente in azienda, la FILT-CGIL: una impostazione che evidentemente ha avuto successo, tanto che le due organizzazioni hanno infine condiviso una piattaforma rivendicativa presentata all’azienda con il pieno accordo dei lavoratori. Venerdì scorso però arriva la novità. Dopo oltre un mese dalla presentazione della piattaforma rivendicativa esce infatti fuori che Minosse avrebbe coinvolto nella vertenza Unindustria Lazio – l’associazione regionale degli industriali e delle imprese aderente a Confindustria – strumentalmente avversa ad incontrare USB. Le due OOSS vengono così convocate separatamente: la  FILT-CGIL a Roma da parte di Unindustria Lazio, la USB a Civitavecchia da parte di Minosse. Un evidente tentativo di dividere le organizzazioni sindacali e quindi i lavoratori, con lo scopo di eludere le richieste avanzate. Tenendo peraltro presente che ai fini della contrattazione di secondo livello non sono rilevanti i pregiudizi di Unindustria Lazio, bensì il vigente Ccnl, la L. 300/70 e lo stesso Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011 che impegnano Minosse a rapportarsi alle RSA esistenti in azienda. USB ritiene quindi inaccettabile questo modo di fare. L’azienda non può pensare di scegliersi la controparte, contando sulle tradizionali divisioni esistenti tra sindacati confederali e sindacati di base. Divisioni che non esistono infatti nel caso dei lavoratori Minosse, fermamente determinati a continuare il percorso unitario intrapreso.  La Proprietà aziendale riveda dunque le proprie posizioni. Minosse non è un’azienda in crisi, realizza anzi buoni profitti e può quindi rispondere positivamente alle richieste sindacali. Anziché forzare la mano, con il rischio di effetti controproducenti, annulli allora gli incontri separati e avvii finalmente una seria trattativa con le rappresentanze dei lavoratori. Diversamente, USB sarà costretta a cambiare atteggiamento. Una ipotesi che l’azienda stessa dovrebbe valutare con grande attenzione, al pari di Enel che chiaramente potrebbe risentire dell’esito della vertenza”.

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