Dal coordinamento del Popolo della Città riceviamo e pubblichiamo.

“Sarà un palazzo di vetro”, la celeberrima frase ancora viva nella memoria dei civitavecchiesi quella pronunciata un anno fa dalla nuova giunta di sinistra in occasione del suo insediamento, parlando di palazzo del Pincio che sarebbe stato appunto un modello di trasparenza nell’ambito dell’attività amministrativa. Sembrava ormai cosa fatta, un primo importante passo con la
nomina del “delegato alla trasparenza” e tutti ci aspettavamo appunto di scorgere questo modello di virtù che si ergeva fiero agli occhi della cittadinanza. Ahinoi però alla prima difficoltà il “delegato di vetro” ha pensato bene, a ragione o a torto non sta a noi giudicare, di rinunciare all’intitolazione lasciando il posto vacante ancora oggi non occupato da alcuno.
La “nettezza” promessa non si scorge e il “palazzo” della macchina amministrativa che ha acceso i motori 12 mesi orsono resta ancora “schermato” e in “solida muratura”, non si intravede neanche uno spiraglio di luce/trasparenza, con l’operato pubblico che continua a rimanere il solito noto “sconosciuto” ai più. Tanto per citare un esempio prendiamo a spunto il sito
istituzionale del Comune, considerato strumento primario di consultazione per il cittadino e primo indice di trasparenza, nella sezione “Bandi e Gare” compaiono gli ultimi di maggio e giugno 2013, ancora senza esito perché in scadenza, mentre i precedenti sono stati tutti depennati; nella sezione invece “Esiti di Gara” l’ultimo aggiornamento risale al 30 giugno 2012 con un esito relativo alla precedente amministrazione. Un anno di buco informativo per questo settore ed altri, ci siamo “rallegrati” però nel vedere prontamente pubblicate le scadenze ufficiali per il versamento della Tares o di altri balzelli da pagare, almeno in questo l’amministrazione comunale risulta particolarmente attenta alla “limpidezza del caso”. Verrebbe da pensare a questo punto che esistono allora “trasparenze di serie A e di serie B”! Ma a parte l’ironica, come associazione chiediamo al primo cittadino, proprio in nome della tanto sbandierata trasparenza, di ripristinare la situazione nei termini ritenuti più idonei, nominando un responsabile alla trasparenza che si occupi adeguatamente della materia così da rendere edotti i cittadini su quanto accade nel “palazzo dei bottoni”. Contestualmente, sempre in nome della limpidezza, chiediamo che il capo del governo cittadino fughi ogni dubbio sorto dopo le notizie circolanti in città su una presunta fuga “pilotata” di alcuni lavoratori da ICPL verso Conad, transfuga verso una occupazione sicura sembrerebbe voluta proprio dallo stesso onorevole sindaco, proprio all’indomani della notizia diffusa a mezzo stampa dello sblocco dei fondi Cipe destinati al rilancio di ICPL. Ma se tali fondi servono proprio per risollevare le sorti della medesima società perché allora disporre una decisione del genere? Ci domandiamo allora cosa cova sotto la cenere? Altra questione che chiede urgente “trasparenza” è la clamorosa notizia della scoperta dei 24 milioni di euro destinati al Comune di Civitavecchia da TVN, da qualcuno visti ascritti in bilancio, che ha destato sorpresa e meraviglia anche in alcuni membri della stessa maggioranza. Da più parti è stata chiesta una risposta chiara in tal senso da parte del capo del governo cittadino, ad oggi rimasta desolatamente inevasa. Riscontro che oggi torniamo a sollecitare anche noi per capire come stanno realmente le cose. La salute è una cosa seria caro sindaco e ci teniamo a sapere per il bene nostro e delle generazioni future se davvero quella somma come si vocifera sia frutto di incontri e accordi sottobanco avvenuti con i vertici Enel. Non vorremmo che ancora una volta il vocabolo “trasparenza” resti solamente un termine vuoto e privo di reale significato, non vorremmo caro onorevole che nuove scelte
scellerate e non partecipate, figlie di silenziosi intrighi ricadano ancora una volta sulle nostre teste già provate da anni di servitù di ogni genere, che pian piano hanno contribuito ad impoverire la nostra Civitavecchia. Noi vogliamo sforzarci e credere che questo “modus operandi”, sigillo di una mala politica, faccia parte di un “passato che non tornerà” ed è per questo che chiediamo al sindaco Tidei risposte chiare a nome della cittadinanza tutta, nell’auspicio che il “palazzo di vetro” sia finalmente una realtà e non solo parole raccolte dal vento.

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