Dal Movimento No Coke, riceviamo e pubblichiamo: “Accogliamo con soddisfazione il riaccendersi del dibattito relativo all’approvazione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale di TVN e l’estendersi della consapevolezza, seppur tardiva per taluni, della necessità che tale  provvedimento, estremamente peggiorativo delle condizioni di esercizio della centrale, vada rivisto. E certo ci auguriamo che le diverse sollecitazioni inviate al Governo e Parlamento con la presentazione di mozioni ed interpellanze, possano convincere il Ministro dell’Ambiente, in qualità di titolare del ministero individuato dalla legge quale “autorità competente”, viste le tante irregolarità del provvedimento, a disporne con urgenza il riesame. Ma la celerità con cui l’AIA Dec-Min 114 del 5 aprile 2013 è stata approvata, l’esperienza accumulata in tanti anni di lotte e la scarsa gamma di possibilità offerte dalla normativa vigente per riesaminare/ rinnovare un provvedimento di AIA ormai approvato, non ci rendono particolarmente ottimisti circa le possibilità di un esito positivo di tali iniziative. Vi sono però alcuni passaggi che, se veramente si vuole agire per arginare gli effetti nefasti del nuovo provvedimento, risultano imprescindibili e che soprattutto coloro che siedono nelle maggioranze comunali e regionali possono porre in essere. Il 28 agosto p.v. si terrà al TAR Lazio la prima udienza del ricorso presentato dal CODACONS per richiedere l’annullamento del decreto AIA 114/2013, che, è bene sottolinearlo,  non è un protocollo d’intesa ed è nettamente peggiorativo del precedente provvedimento 970/2009. Tale ricorso è presentato  avverso tutte le amministrazioni che hanno espresso parere positivo in seno alla Conferenza dei Servizi, compresi il Comune di Civitavecchia  e la Regione Lazio. Sarebbe bene che entrambi gli enti non si costituissero contro il Codacons e motivassero la loro mancata costituzione con il mancato rispetto delle Migliori Tecniche Disponibili (Monossido) e del Piano di qualità dell’Aria (percentuale di zolfo nel carbone). Ed anzi su questo ultimo punto sarebbe auspicabile che il Consiglio Regionale del Lazio chiarisse, una volta per tutte, che non sono ammissibili deroghe, se non espressamente previste, ai propri strumenti di pianificazione, quale il Piano di Qualità dell’Aria. Atti questi che consentirebbero effettivamente di richiedere il riesame del provvedimento AIA 114/2013 e che, unitamente al pretendere il rispetto delle prescrizioni della Valutazione d’Impatto Ambientale, (ricordiamo propedeutiche all’esercizio della centrale) permetterebbero di frenare l’arroganza di ENEL rispetto al territorio, resa evidente anche dall’ultimo in commentabile comunicato dell’ente energetico. Ben prima della Conferenza dei Servizi, presentammo una petizione indirizzata al Sindaco Tidei,  ed inviata a tutti i consiglieri comunali, in cui si chiedeva un impegno importante proprio sui temi che oggi costituiscono le criticità più gravi dell’AIA, ovvero (quantità di carbone utilizzabile, ore di funzionamento, limiti emissivi per il monossido di carbonio e percentuale di zolfo); allora fummo da tutti inascoltati. Auspichiamo che oggi queste nostre parole non cadano nel vuoto ma vengano utilizzate da tutti coloro che hanno deciso di adempiere al proprio ruolo di tutela della salute dei cittadini in maniera fattiva. Per tentare di frenare il grave inquinamento che sta decimando la nostra comunità non bastano le dichiarazioni di intenti, servono fatti concreti. Noi siamo disponibili a collaborare con tutti coloro che tali fatti concreti vogliano porre in essere”.

 

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