donato bilancia

Il killer Donato Bilancia

25 Novembre 2015

Diciassette omicidi in poco più di sei mesi, sono questi i numeri di uno dei Serial Killer più famosi di Italia: Donato Bilancia. Nato a Potenza nel 1951, Bilancia si scontra sin da subito con la società e la giustizia. Il giovane infatti non ha un bel rapporto con la propria famiglia, è un grande appassionato del gioco d’azzardo e si dedica spesso a piccoli e grandi furti, per i quali viene più volte arrestato.

Curioso, poi, il fatto che sia stato in coma per ben due volte nel corso della sua vita a causa di alcuni gravi incidenti stradali.

Eppure, nonostante l’indole verso la delinquenza, non sembrerebbe esserci nulla nei modi di fare dell’uomo che porterebbero a ritenerlo un Serial Killer. Tutto però cambia nel 1987, quando Michele, il fratello di Bilancia, si suicida insieme al figlio di soli quattro anni lanciandosi sotto un treno. Il gesto dell’uomo getta Donato nella disperazione, scatenando in lui qualcosa di molto profondo. Il primo omicidio, però, avviene circa dieci anni dopo, nell’ottobre del 1997. Poiché truffato al tavolo da gioco, gesto considerato da Bilancia vile e non etico, decide di uccidere Giorgio Centanaro soffocandolo con un nastro adesivo. Il piano riesce alla perfezione, tanto che gli inquirenti archivieranno il caso come morte naturale. Pochi giorni dopo, per gli stessi motivi, Bilancia rapina e uccide anche Maurizio Parenti e la moglie Carla Scotto. La scia di sangue continua con l’uccisione di Bruno Solari, Maria Luigia Pitto e Luciano Marro, assassinati per ottenere sempre più soldi.

Il 25 gennaio 1998 Bilancia si trova a Genova, ma questa volta decide di accanirsi contro le forze dell’ordine.

Per questo motivo fredda il metronotte Giangiorgio Canu. Ancora per soldi, a marzo rapina e uccide Enzo Gorni, ma qualcosa va storto e il cognato della vittima lo nota allontanarsi dal luogo del delitto su di una Mercedes Nera. Gli inquirenti non sanno come fermare la catena di omicidi e, ormai sicuro di sé, Donato Bilancia decide di cambiare tipologia di vittime, accanendosi su alcune prostitute. A causa di questa folle idea, muoiono Stela Truya, Ljudmyla Zubskova e Tessy Adobo. È il 24 marzo quando Bilancia compie però un altro errore: appartatosi insieme ad una transessuale chiamata Lorena, l’uomo la spaventa facendola fuggire. Nell’inseguimento che ne segue Bilancia riesce ad uccidere due metronotte accorsi in aiuto della donna, Massimiliano Gualillo e Candido Randò, ma non si accorge di non aver finito completamente Lorena. Sarà lei a dare agli inquirenti un preciso identikit di Bilancia, confermando le ipotesi avanzate fino a quel momento che ad uccidere fosse una sola persona. Donato Bilancia capisce di essere in trappola e per questo decide di cambiare totalmente il proprio modo di agire uccidendo non più per strada, ma sui treni. È in questo modo che perdono la vita Elisabetta Zoppetti, Kristina Valla e Mari Angela Rubino. Inoltre, Bilancia compie un altro omicidio, rapinando e uccidendo il benzinaio Giuseppe Mileto. Il clima di terrore è alto e l’assassino non sembra essere identificabile fino a quando in questura non arriva una denuncia all’apparenza insignificante: è da mesi che un uomo chiamato Donato Bilancia non riporta alla concessionaria una Mercedes data in prova.

Partono subito i controlli e ogni traccia di DNA ritrovata e di testimonianze raccolte fino a quel momento combaciano con la Mercedes dell’assassino.

Donato Bilancia viene per questo immediatamente raggiunto dalle forze dell’ordine e arrestato. L’uomo non oppone alcuna resistenza e confessa subito i propri reati, raccontandone nel dettaglio ogni particolare e motivazione. Per aver commesso diciassette omicidi e un tentato omicidio, Donato Bilancia viene condannato a scontare 13 ergastoli. Ad oggi, è ancora vivo e sta scontando la propria pena nel carcere Due Palazzi di Padova.

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