Il Comitato S.O.L.E. in merito al Progetto Horizon 2020 e al ruolo dell’Autorità Portuale

19 Novembre 2020
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È di oggi (18 novembre 2020) l’indiscrezione della probabile nomina di Pino Musolino, presidente dell’Autorità Portuale a Venezia a sostituzione di Francesco Di Majo, attuale Presidente all’ Autorità Portuale di Civitavecchia.

Il Comitato non vuole entrare nella questione politica della nomina del presidente dell’Autorità Portuale ma certo chiede al candidato alla Presidenza – quale esso sia – di dichiarare subito le sue intenzioni sul percorso virtuoso intrapreso dai tecnici e dal Comitato Sole, che è sostenuto dalla parte più attiva e consapevole della popolazione.

Il Comitato si augura che un eventuale cambio di presidenza non vada a pregiudicare l’intensa collaborazione avviata dall’ agosto scorso con l’Autorità Portuale a favore della partecipazione del porto di Civitavecchia al bando europeo Horizon 2020, ipotizzato come progetto pilota per la completa ambientalizzazione del porto.

È onesto per noi riconoscere che Di Majo ha appoggiando il progetto che finora è avanzato con successo, per il quale sono stati trovati i giusti partner, l’appoggio di SNAM e di ENEL e che ha ottenuto il plauso di numerose imprese che ne sono venute a conoscenza.

Nel caso Civitavecchia risultasse vittoriosa, il progetto sperimentale Horizon 2020 porterebbe 17 milioni di euro ed aprirebbe la strada all’ intera ambientalizzazione del porto come prevede il progetto Porto Bene Comune del Comitato Sole.

Possiamo dire, senza timore di sbagliare, che la realizzazione di Porto Bene Comune sarebbe l’opera con maggiore visione del futuro ipotizzata in Italia negli ultimi 40 anni.

La realizzazione di tutto ciò scongiurerebbe con alta probabilità la creazione di una nuova centrale a gas a Civitavecchia dopo la fine dell’era del carbone. E questo per due motivi fondamentali:

  1. il porto completamente ambientalizzato darebbe uno sbocco di riconversione alla centrale TVN pienamente alternativo al gas perché vi è la proposta di trasformare la centrale in sito di produzione di idrogeno verde da fonti rinnovabili. Il porto non avrebbe più bisogno dell’energia del gas perché completamente autonomo per via di energia rinnovabile ed accumuli;
  2. la presenza di una realtà così futurista accelererebbe uno sviluppo sostenibile dell’intero territorio e rappresenterebbe un modello di produzione e consumo energetico per l’Italia intera. Per Civitavecchia può rappresentare un vero e proprio riscatto storico da una servitù energetica settantennale.

Il Comitato Sole intende con forza continuare il percorso così faticosamente intrapreso e a cui è legato l’unica idea di sviluppo della città e del suo comprensorio. Per questo fa appello anche all’ amministrazione comunale e ai consiglieri regionali affinché garantiscano la continuità del progetto.

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