Il Comitato per l’acqua pubblica interviene dopo la nomina del commissario

13 Ottobre 2013

 Il Comitato per l’acqua pubblica di Civitavecchia interviene dopo la nomina del commissario ad acta dalla Regione. “L’avevamo annunciato sin dall’assemblea pubblica del febbraio scorso ed avevamo pure presentato una proposta di delibera che voleva essere un contributo per evitare, con atti concreti, la privatizzazione del servizio idrico ed agire per il rilancio per il ruolo pubblico dello stesso. Ed eravamo stati chiari: per evitare che il servizio idrico di Civitavecchia fosse trasferito ad Acea Ato 2 SpA, il Consiglio Comunale doveva deliberare, in maniera immediata, la
revoca della delibera approvata dal commissario prefettizio nel 2005 che aveva determinato l’adesione di Civitavecchia alla convenzione di gestione tra i comuni ricadenti nell’ambito territoriale e il gestore unico, appunto Acea Ato 2 SpA. Avevamo avanzato il dubbio che il non agire tempestivamente, affermando la necessità, esternata da vari settori della maggioranza, di un gruppo di studio finalizzato a predisporre una proposta che fosse sintesi delle varie posizioni interne alla stessa, fosse un semplice temporeggiare, utile solo a chi non vedeva l’ora di presentare le sentenze amministrative che inevitabilmente sarebbero arrivate come il fatto compiuto, il destino ineluttabile che ci costringe a trasferire il servizio idrico all’Acea. Oggi però, con la recentissima nomina del Commissario ad acta Giorgio Maggi, incaricato di provvedere a perfezionare il passaggio del nostro servizio idrico ad Acea ATO 2, risulta evidente che “il re è nudo” e che non possono esserci ulteriori alibi: il ritiro dell’adesione alla convenzione di gestione deve essere immediato e deve essere seguito rapidamente dalla scelta della forma amministrativa che consenta al Comune di mantenere la gestione diretta dell’acqua, migliorando, è quasi inutile precisarlo, la qualità del servizio. Ogni ulteriore tentennamento non può che configurarsi come complicità nel processo di privatizzazione dell’acqua, in aperta contraddizione con lo stesso programma elettorale della coalizione che ha vinto le elezioni e, soprattutto, con quanto è stato sancito dal popolo italiano, e civitavecchiese, con il referendum del 2011, ovvero che l’acqua è un bene comune e non una merce dalla quale i privati, nel nostro caso Acea Ato 2 SpA, possano trarre profitti”.

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