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Il comitato pendolari di Civitavecchia e Santa Marinella alza di nuovo la voce nei confronti di Trenitalia chiedenndo nuovamente il Vivalto a sei carrozze che era stato promesso ad aprile. Nel mirino del comitato oltre al sovraffollamento anche la richiesta dell’istituzione di nuove corse per Roma oltre all’apertura di un tavolo di confronto diretto con Trenitalia e Regione Lazio.

“Quando a Civitavecchia esisteva ancora il calcio e lo stadio Fattori si riempiva, Giacomini, indiscusso capo tifoseria, chiamava i tifosi alla cosiddetta “bottarella”. Saliva su un pilastro della gradinata e con le mani dava al pubblico il tempo delle battute ritmate che terminavano con un assordante olè!

Che c’entra con Trenitalia vi chiederete? E’ vero è tutta un’altra storia, volevamo solo usare questa similitudine – spiega il comitato pendolari di Civitavecchia e Santa Marinella – perché non vorremmo che tra un po’ si arrivasse al collasso totale anche del trasporto.

E per evitare ciò è necessario che il Comitato Pendolari ricominci a dare qualche “bottarella” anche perché da troppo tempo sentiamo solo promesse alle quali non è mai seguito nessun fatto concreto.

Basti pensare alla promessa che da Aprile sarebbero tornati a circolare i Vivalto in composizione a sei carrozze che avrebbero effettuato le corse più affollate del mattino e/o della sera, che il comitato tramite il delegato al pendolarismo del Comune di Civitavecchia hanno indicato a Trenitalia, non solo non si è mai visto un Vivalto a 6 carrozze effettive ma i ben “più comodi” (e qui siamo ovviamente ironici) treni a due piani tradizionali circolano regolarmente in composizione ibrida con due carrozze a due piani e tre a singolo piano invece che in composizione di cinque carrozze a due piani (come succedeva qualche anno fa) con una drastica riduzione dei posti a sedere (ed anche in piedi) e guarda caso treni con una composizione simile circolano anche negli orari di punta dove stando a quanto promesso avrebbero dovuto circolare le famigerate composizioni di Vivalto a sei carrozze.

Aggiungiamo a questo lo tsunami di croceristi che rende il viaggio drammatico sia all’andata che al ritorno, aggiungiamoci anche il fatto che per l’ennesima volta è stato istituito il solito intercity periodico (quest’anno effettuato con uno dei pochi ETR 450 che ancora non sono finiti in acciaieria), che come ogni anno registra un successo a dir poco clamoroso (e anche qui siamo ironici) visto che i turisti continuano ad affollare i treni regionali; Trenitalia continua a non capire che l’unica soluzione al problema croceristi è adeguare le composizioni dei treni esistenti o aggiungere altre corse da Civitavecchia.

Quest’ultimo è un altro punto dolente visto che da diversi anni ,nonostante le continue proposte del comitato, l’offerta regionale da Civitavecchia è sempre la stessa e gli unici treni aggiuntivi istituiti partono tutti da Ladispoli come “rinforzo” ai già super affollati treni provenienti da Civitavecchia/Grosseto/Pisa, poi aggiungiamo che negli ultimi mesi nella fascia pendolare delle 18 (e non solo) si registrano diverse irregolarità con ritardi anche consistenti e talvolta soppressioni (in particolare del treno 12260), si delinea perciò una situazione tutt’altro che rosea per questo a partire da ora si proclama uno stato di agitazione, fino a quando Trenitalia e Regione Lazio diano finalmente seguito all’apertura di un tavolo di confronto diretto con i pendolari che nonostante i vari e ripetuti solleciti da parte del comitato di linea, al quale aderiamo, non è mai stato aperto, in caso contrario ci riserviamo di intraprendere azioni più incisive a difesa dello status di clienti Trenitalia e contribuenti della Regione Lazio e soprattutto della dignità, calpestata giornalmente dai trasporti della tratta Roma Civitavecchia”.

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