Il comitato di cittadini “Fermiamo lo Scempio” interviene sul tema del piano di zona 4 di San Gordiano.
 
“Scriviamo a nome anche di altri cittadini che con noi condividono questa battaglia, per portare a conoscenza della cittadinanza che la vicenda sulla costruzione dei fabbricati nell’area a verde di Via Veneto,  programmata dal Comune con l’adozione del Piano di zona 4 San Gordiano, che ha visto nascere il nostro Comitato “Fermiamo lo scempio”, si è arricchita di una novità importante.
Alcuni abitanti di San Gordiano, non convinti dalla parole del Sindaco Tidei, che peraltro ai più non sono minimamente piaciute sia nei contenuti che nella forma, ma certi invece dell’illegittimità del piano, si sono rivolti al Tar del Lazio presentando ricorso per l’annullamento della delibera di Consiglio Comunale n. 83 del 19/06/2013 di adozione. Il ricorso è stato notificato in questi giorni al Comune.
Siamo convinti che non solo non esistono aree da standard eccedenti, ma queste sono addirittura carenti in conseguenza degli interventi attuati nel tempo all’interno del perimetro del PZ/4.  E’ del tutto evidente che in detta condizione non è possibile attuare nessun piano di densificazione.
Noi abitanti della zona abbiamo lottato per tanti anni per far trasformate in verde pubblico l’area interna a Via Veneto e nel maggio del 2010 con la precedente amministrazione ci siamo riusciti. Ora Tidei vuole invece costruirci 4 fabbricati. Siamo alla pazzia, ciò significa cancellare anni di aspettative degli abitanti di Via Veneto.
Non bisogna poi tralasciare che il piano prevede anche la costruzione di 2 ulteriori fabbricati su un fazzoletto di verde ubicato tra Viale Lazio, Via dei Giacinti, l’edificio Ater di Via Azalee e l’edificio ove è ubicato il Centro Igiene Mentale della Asl. Forse gli abitanti di quegli edifici non lo sanno, ma siamo certi che quando lo sapranno si assoceranno a noi.
La realizzazione di questi 6 edifici dovrebbe quindi avvenire sulle attuali aree a verde pubblico, cosa che determinerebbe un decadimento della vivibilità della zona, ormai consolidata da circa trent’anni. La costruzione di questi edifici, oltre a sottrarre alla collettività quelle aree che per la loro storica ubicazione sono destinate al benessere dei cittadini, determinerebbe anche un deprezzamento degli attigui immobili esistenti con conseguente danno economico ai proprietari degli stessi.
Il Sindaco vada a costruire altrove senza calpestare i diritti dei cittadini e stia tranquillo che la nostra protesta non si fermerà”.
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