Il Codacons; “gravi le dichiarazioni di Moscherini sul dearsenificatore”

18 Ottobre 2013

Il Codacons di Civitavecchia interviene in merito alle dichiarazioni dell’ex sindaco Moscherini con riguardo al dearsenificatore. “Riteniamo molto gravi le esternazioni  dell’EX sindaco Moscherini volte a  chiedere l’annullamento della gara per la realizzazione del dearsenificatore. Non possiamo che rimarcare la sua totale insensibilità verso la salute dei civitavecchiesi, perlomeno di una grossa fetta di loro, quella della zona Nord, tristemente interessata dalla problematica dell’arsenico. Dobbiamo infatti ricordare, a lui in primis, e a tutti i cittadini che non ne sono a conoscenza, che il responsabile dell’attuale situazione non è certo l’attuale Sindaco Tidei, ma i sindaci che si sono succeduti dal 2001 in poi. Infatti, la direttiva 98/83/CE -recepita dall’Italia solo nel 2001- imponeva agli Stati membri di fornire ai cittadini acqua potabile con valori al di sotto della soglia dei 10 mg/l di arsenico (classificato come cancerogeno di classe 1), poichè si era scientificamente riscontrato che l’esposizione prolungata dell’organismo umano a valori superiori determinava gravi patologie tumorali e, particolarmente nei neonati e bambini al di sotto dei 3 anni, oltre alle neoplasie, anche patologie del neurosviluppo tra i quali autismo e disturbi dell’apprendimento. L’Italia, da quel momento, ha ottenuto 3 deroghe, di cui l’ultima nel febbraio 2010, scaduta a dicembre 2012.  I Comuni (e i Sindaci) interessati ottennero le deroghe dalla Comunità europea con le seguenti prescrizioni: dichiarare gli stati di elaborazione ed attuazione delle misure correttive intraprese (dearsenificare); monitorare lo stato sia della popolazione che dell’acqua; non da ultimo, comunicare ai cittadini la pericolosità della sostanza contenuta nell’acqua fornita (e consumata). Nessuna di queste prescrizioni è stata messa in atto da quei Sindaci a Civitavecchia. Ed oltre alla gravità di quanto dichiarato in sede europea (che, altrimenti, non avrebbe concesso le deroghe) sullo stato di avanzamento dei lavori di dearsenificazione che, oggi come allora non sono mai stati  intrapresi, risulta gravemente mancante il monitoraggio sulla popolazione e, ancor di più, la mancata informazione ai residenti che avrebbero potuto evitare già da tanti anni di consumare l’acqua avvelenata. Questa già grave mancanza dell’Ex sindaco Moscherini -all’epoca Sindaco e, come tale, primo responsabile della salute dei cittadini – si somma a quella odierna di proporre l’annullamento della gara per la realizzazione del dearsenificatore. Il Codacons – che  fin dall’inizio dell’anno recepisce le lamentele dei tanti cittadini interessati ad intraprendere un’azione di risarcimento danni per il grave disagio a cui sono sottoposti fin dall’ordinanza di non potabilità dell’acqua del 1° gennaio 2013 che il Sindaco Tidei non ha potuto esimersi di emettere – ha fin da subito sollecitato all’attuale Amministrazione, l’avvio della gara d’appalto per realizzare il dearsenificatore che risulta finanziato dall’Autorità Portuale. Il Sindaco ci riferisce che la gara (pur partita con forte ritardo, considerando che il Sindaco Mazzola è già riuscito, tramite lo stesso finanziamento, a dotare Tarquinia del dearsenificatore) è andata deserta. Il Codacons, condannando l’inspiegabile atteggiamento di Moscherini, accoglie invece favorevolmente le dichiarazioni di Tidei di voler proseguire al più presto nell’affidamento dell’appalto, permettendosi di suggerirgli, qualora incontrasse ulteriori difficoltà nell’affidamento dei lavori, di attingere dall’esperienza dei tanti comuni della provincia viterbese (purtroppo interessata dalla problematica pressochè nella sua totalità), al fine di reperire i nominativi delle Aziende che hanno realizzato diversi dearsenificatori sul territorio.  Perchè i disagi della collettività sono enormi, e sia chiaro che il dearsenificatore và fatto subito! Nel frattempo, il Codacons rinnova l’invito  alla popolazione della zona Nord di Civitavecchia interessata dall’ordinanza sindacale a non utilizzare l’acqua dei rubinetti per scopo alimentare, ricordando che la bollitura dell’acqua per cuocere la pasta o le verdure favorisce la concentrazione dell’arsenico, rendendolo ancora più pericoloso. Tali raccomandazioni sono ancora più importanti -come specificato dalla direttiva europea – riguardo alle donne in stato interessante ed ai bambini al disotto dei tre anni”.

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