Dal coordinamento associazioni ambientalista, riceviamo e pubblichiamo.”In  questi  giorni,  dopo  la  pubblicazione  di  dati  in  verità  già  noti  sul  primato  raggiunto  a Civitavecchia riguardo l’incidenza tumorale rispetto al resto della Regione Lazio, abbiamo assistito ad un colorito “dibattito” sull’effettivo esito dell’AIA per la centrale ENEL di TVN. La maggioranza è in fibrillazione perchè parte di essa sembra essersi finalmente (ma tardivamente) accorta, che il nuovo accordo per il funzionamento della centrale, tutto è tranne che una garanzia per la salute dei cittadini. Purtroppo in seguito a queste nuove “frizioni” in seno alla maggioranza, l’ente energetico che da 60 anni occupa il territorio del comprensorio e ne vessa i cittadini, ha ritenuto di dover dire la sua, forse preoccupato anche dai tentativi che alcuni comitati aderenti al Coordinamento Ambientalista (CAA) stanno attuando a tutti i livelli istituzionali, perchè la presenza dell’ente stesso sul territorio venga rivista. E in questa risposta ci duole dover rilevare il ricorso a mezzi per lo meno discutibili per giustificare un  fatto  ingiustificabile:  siamo  una  città  in  cui  si  muore  TROPPO  per  tumori  riconducibili all’inquinamento atmosferico, di cui TVN ne è dal secolo scorso sicuramente una causa primaria, anche se non l’unica. Se infatti, da una parte l’ente energetico ci ricorda che l’investimento è stato particolarmente gravoso (leggasi: non ci rinunciamo facilmente) arrivando a citare il report di un soggetto di controllo da lei completamente finanziato (confitto d’interessi?!? questo sconosciuto!!!), dall’altra non manca di ricordare, come la sua presenza sul territorio sia fonte di reddito per quasi 1000 persone. Come può essere definita questa dichiarazione? Un avvertimento? Senza  ritegno,  quindi,  un’azienda  privata,  che  da  decenni  emette  enormi  quantità  di  sostanze inquinanti con inevitabili conseguenze sulla salute di un territorio e dei suoi abitanti nel colpevole e complice silenzio delle istituzioni a tutti i livelli, non si pone il minimo problema nell’usare il ricatto occupazionale come ultima arma contro le giuste istanze dei cittadini. Abitanti di una città ormai allo stremo e che grazie anche all’ente energetico, può fregiarsi del poco invidiabile  titolo  di  terza  città  d’Italia  quanto  ad  incidenza  tumorale.  Eravamo  partiti  dal carbone  di  Fiumaretta  negli  anni  50  dello  scorso  secolo,  oggi  siamo  tornati  al  carbone.  Le tecnologie utilizzate non possono impedire la ricaduta di elementi tossici e cancerogeni sul territorio e in mare. Tutte le patologie, e non solo quelle tumorali, saranno destinate ad aumentare in futuro, se non ci sarà un ripensamento che tenga conto dei costi per la salute e per l’economia agricola e turistica. Infine, come se non bastassero i danni alla salute, anche la vita quotidiana cittadina risulta permeata e  compromessa dalle  politiche  invasive  dell’ente  energetico:  non c’è  infatti,  attività  ricreativa, servizio comunale o “sagra de paese”, che non sia apertamente finanziata da Enel. Compreso il bilancio comunale ormai quasi indissolubilmente legato alle elargizioni dell’Azienda energetica. Ma elargizioni in cambio di cosa? Panem et circenses? Così pare. Quindi, cari concittadini, Restate a Civitavecchia! Terza città d’Italia, e prima nel Lazio, per incidenza tumorale!”

image_pdfScarica articolo (pdf)image_printStampa articolo
Quanto ti piace?

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com