Centro storico di Tarquinia

I tarquiniesi impazziti per Tarquinia

30 Gennaio 2018
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

I tarquiniesi stanno letteralmente impazzendo per Tarquinia! Quando nel periodo natalizio sono partite, a stento e con pochi riscontri, le inedite visite guidate per la cittadina ideate e promosse dall’Ufficio Informazioni, nessuno sembrava dare credito all’iniziativa. In fondo, la gente si annoia a sentir parlare di storia… o no?

Il 2018 ha smentito questa credenza: la visita guidata per i sotterranei di Tarquinia, per quella “cittadina dimenticata” che si nasconde sotto ai nostri piedi, é diventata un evento di quelli che vanno a ruba ed i tarquiniesi hanno letteralmente fatto a gara per parteciparvi.

Nei video postati su Facebook da Alessio Gambetti di Tarquinia nel Cuore le visualizzazioni sono schizzate in un baleno sopra le 3.000 unitá, scatenando ulteriormente un interesse inarrestabile verso l’evento; l’attivista ha commentato: “da tarquiniese, sono entusiasta! Sono queste le iniziative che fanno bene al nostro Paese, che ne fanno risaltare il patrimonio, che lo valorizzano, ed il successo riscontrato dimostra come il pubblico adori sentir parlare di storia, se questa viene presentata in maniera coinvolgente”.

L’accoglienza avuta e l’enorme entusiasmo delle persone rendono questa iniziativa, giunta ormai alla quarta edizione e con l’occhio rivolto verso la quinta del 18 febbraio, un’esperienza spettacolare. I Tarquiniesi si sono innamorati dell’affascinante via dell’acqua sotterranea, ed hanno scoperto luoghi degni di un film, da Palazzo Bruschi a Fontana Nova, passando per i cunicoli di abitazioni private fin’ora nascosti al pubblico. L’augurio é che si valorizzi questo patrimonio oggi tolto dall’oblio, che ha ben dimostrato le sue potenzialitá e che ora aspetta soltanto un piano vero e proprio che lo renda maggiormente fruibile e tutelato.



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER E GIORNALE ONLINE




  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •