I “sette Sindaci” lunedì a Roma per una vertenza territoriale comune

27 Ottobre 2013

Il treno 3253 da Grosseto a Roma Termini, la mattina di lunedì 28 ottobre, sarà più affollato del solito. Tutta “colpa” di sette sindaci del territorio che, con fascia tricolore in spalla, saliranno sul “regionale veloce”. Il fatto è che i primi cittadini di Civitavecchia (Tidei), Ladispoli (Paliotta), Tarquinia (Mazzola), Tolfa (Landi), Allumiere (Battilocchio), Cerveteri (Pascucci) e Santa Marinella (Bacheca) vogliono da un lato esprimere la solidarietà nei confronti dei loro amministrati pendolari, dall’altra raccogliere testimonianze (evidentemente anche dirette) per poi cominciare ad esercitare pressione nei confronti di Trenitalia, accusata da più parti di avere abbandonato a se stesso il servizio di trasporto pubblico a corto e medio raggio (usato da milioni di italiani) in favore dei grandi investimenti dell’Alta Velocità.

Come annunciato nei giorni scorsi i sette sindaci, una volta a Roma, si recheranno presso la Sede delle Ferrovie dello Stato, in piazza della Croce Rossa, dove hanno chiesto di essere ricevuti dall’Amministratore Delegato Mauro Moretti. L’idea di Tidei è quella di portare una vertenza territoriale comune, pur nel rispetto delle richieste di ogni singola comunità, davanti ad un servizio ferroviario (quello metropolitano Rm5) che fa acqua da tutte le parti.

Peraltro, il convoglio scelto è davvero quello dolente: parte da Grosseto alle 5.27, percorre la Maremma Toscana per poi entrare in quella laziale dopo le 6 e raccogliere, da Montalto di Castro fino a Maccarese, centinaia di pendolari diretti a Roma. La sua corsa, da orario ufficiale, terminaalle7.53 a Roma Termini. È insomma il treno che dovrebbe essere usato dalla “massa critica” di impiegati e studenti, ma a causa della sua scarsa puntualità e dell’eterno sovraffollamento, rappresenta più una croce che non una delizia per chi lo utilizza.

Le richieste sono ovviamente disparate: i civitavecchiesi e i santamarinellesi vorrebbero più puntualità, i cerveterani e i ladispolani lamentano la impossibilità non solo di trovare un posto a sedere, ma a volte pesino in piedi. Per tutti, inoltre, la fruibilità dei servizi igienici e la pulizia delle carrozze rappresenta un disservizio intollerabile, per chi è cliente di un’azienda che incamera punte da 60 fino a 100 euro mensili per ogni utente. Vedremo come finirà: basta che la vicenda non sia destinata ad imboccare, come fin troppe volte accaduto in passato per la sordità di Trenitalia, un binario morto.

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