Dal Movimento No Coke riceviamo e pubblichiamo. “Questa volta concordiamo con il Sindaco: “basta con le polemiche, i dati parlano chiaro”. Infatti è dato incontrovertibile, semplice legge della fisica, che ad un maggior numero di ore di funzionamento, rimanendo invariate le caratteristiche tecniche della centrale e il tipo di carbone utilizzato, corrisponda un quantitativo di emissioni maggiore per qualsiasi inquinante. Come tutti sanno, Sindaco compreso, la centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord fu autorizzata nel 2003 sulla base di un progetto che prevedeva 6000 ore all’anno di esercizio. Già nel 2011 e nel 2012, nel silenzio succube dei ministeri competenti e del comune, l’impianto ha ampiamente superato le ore di funzionamento dichiarate in fase di autorizzazione, con conseguente immissione di tonnellate di inquinanti che semplicemente, al di là dei limiti burocratici annuali o giornalieri, non dovevano uscire dal camino. Con la nuova devastante AIA, Torrevaldaliga Nord è stata formalmente autorizzata a superare di 1500 ore il tetto annuo di 6000 ore, per un totale di 7.500. Secondo una nostra proiezione basata sui dati contenuti nel report del gestore per l’esercizio 2012, se l’impianto dovesse realmente operare per 7.500 ore all’anno avremmo, rispetto alle 6000 ore inizialmente dichiarate, una maggiore emissione di ca. 15 t/a di polveri, 450 t/a di biossido di zolfo, 735 t/a di ossidi di azoto, 420 t/anno di monossido di carbonio e 4,5 t/a di ammoniaca. Se anche la centrale dovesse mantenersi al di sotto delle 7500 ore di esercizio, superando comunque le 6000, saremmo costretti a respirare tonnellate di inquinanti che il Sindaco aveva il potere/dovere di evitare, imponendo nell’AIA il rispetto del tetto massimo di funzionamento dichiarato nel 2003. E questo senza considerare aspetti specifici sui quali dal Pincio continua incessante e disperata l’opera di disinformazione, quali le emissioni di polveri, per le quali i limiti introdotti dall’AIA non sono altro che la doverosa applicazione dei limiti  previsti (e tranquillamente ignorati nella precedente autorizzazione) dai documenti europei di riferimento e il monossido di carbonio che anche nella nuova autorizzazione presenta un limite più che doppio rispetto a quello associato alle migliori tecniche disponibili. Il Sindaco può continuare a sorbire, se proprio lo gradisce, il suo minestrone di chiacchiere inutili, la città ha capito benissimo che dietro la triste vicenda dell’AIA c’è una scelta squisitamente politica: svendere la salute dei cittadini per salvare il bilancio comunale. E di questo lui, la giunta e il consiglio comunale al gran completo, vista la totale assenza di voci contrarie, ne portano senza alcun dubbio la responsabilità. Accettiamo, comunque la sua proposta e siamo pronti a confrontarci pubblicamente, numeri e dati alla mano. Scelga lui il luogo e la data, che speriamo essere il più possibile ravvicinata”.

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