I movimenti cittadini appoggiano il comitato per l’acqua pubblica

14 Febbraio 2013

“Siamo pienamente in accordo con Il Comitato per l’Acqua Pubblica sulla convocazione immediata di un Consiglio Comunale aperto sul tema idrico”. E’ quanto ribadiscono in una nota congiunta Nicola De Liguori (Obiettivo Comune), Pino Antonucci (Movimento Insieme) e Luigi D’Amico (Quattrogiugno Italianuova). “Il confronto tra le parti – continua la nota – deve avvenire al più presto, perchè è necessario fare chiarezza sui dubbi che pervadono i cittadini in merito alle ostentate intenzioni di avvio verso la privatizzazione dell’acqua. Dire soltanto “l’acqua deve rimanere pubblica” non basta più, si rischia di cadere sull’ennesima discussione fine a stessa. Noi dei Movimenti civici cittadini – affermano Antonucci, D’Amico e De Liguori – ci siamo fatti una bozza di idea sulla strada da percorrere per ritornare ad un sistema efficiente e soprattutto pubblico. E’ necessario – affermano – “azzerare i contatori” e ripartire con bollette cadenzate bimestralmente che garantiscano un riavvio del flusso di cassa comunale e “condonare il vecchio debito degli utenti riducendolo di un terzo del totale”. “In base al nostro piano di rientro del debito – incalzano le associazioni cittadine – ogni cittadino che saprà di avere un arretrato da pagare, avrà la possibilità di fare richiesta di condono e scegliere se pagare subito, in un’unica soluzione, o rateizzare il debito con rate sostenibili da aggiungere al consumo fatturato nelle nuove bollette bimestrali. Con questo sistema verrebbe riconosciuto al cittadino/utente una sorta di risarcimento per il grande disservizio subito negli ultimi anni a causa della carenza idrica e della fornitura di acqua inquinata. Allo stesso tempo si garantirebbero alle casse di HCS incassi regolari e il rientro gradualmente di parte del debito con un extragettito certo che verrebbe utilizzato dal Comune non per nuove consulenze ma per manutenzionare ed ammodernizzare la rete idriga”. “Certo, il compito di intentare proposte di soluzione non sarebbe il nostro – concludono ironicamente D’Amico, Liguori e Antonucci – e sicuramente si può approfondire il tutto e fare di meglio, ma lo spirito di partecipazione dei nostri Movimenti al bene della Città ci induce, a volte, a supplire su chi invece sarebbe titolato per farlo”.

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