Carabinieri largo della pace

Guerra a Largo della Pace

2 Ottobre 2015

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Palesi e gravi violazioni da parte di tutti gli enti pubblici coinvolti in questa vicenda. Emergono grandissimi guadagni ottenuti da Port Mobility e alla partecipata ARGO

“Sull’area di largo della Pace sono state commesse gravi irregolarità amministrative”. Lo denunciano il coordinatore di Forza Italia Giancarlo Frascarelli e il giornalista Paolo Gianlorenzo che cura la comunicazione del partito. L’accusa verte sull’assenza dell’autorizzazione paesaggistica e per l’esistenza degli usi civici per pascolo, semina e spica, che gravano sull’area e che non sono stati ancora liquidati. A supporto di tale tesi gli esponenti di Forza Italia fanno riferimento ad una serie di documenti che dimostrerebbero le responsabilità dell’amministrazione comunale.
Gli uomini dell’Arma, coadiuvati dai colleghi dell’ispettorato del lavoro e dei vigili urbani hanno chiesto tutta la documentazione alle persone che, in quel momento, si trovavano all’interno dell’area adibita alla sosta veloce dei passeggeri sbarcati dalle navi e traghettati alla stazione ferroviaria o su mezzi degli NCC, agenzie di viaggio, taxi, pullman e quant’altro. Una “fotografia” che appare alquanto strana quando si vanno ad analizzare le carte che l’Autorità Portuale e Port Mobility hanno prodotto per richiedere l’autorizzazione paesaggistica e quindi rimappare interamente la piazza da adibire ad un servizio molto redditizio prima per Port Mobility e, finalmente, anche per una società una volta in crisi come Argo. Il problema è che le carte sono la spada di Damocle di chi pensa di poter fare ciò che vuole nell’anarchia assoluta e nel complice silenzio delle istituzioni.
Il primo atto veramente grave è l’accordo tra Monti e Cozzolino sulla gestione di largo della Pace. Cozzolino si è ben guardato dal far sapere al consiglio comunale di questo accordo firmato in calce.

documento 1 largo della pace

documento 2 largo della pace

documento 3

In queste due paginette, i due, decidono come organizzare largo della Pace una volta entrato in regime. Si parla di stalle, di posti per gli NCC, per i taxi, per gli autobus scoperti, insomma una serie di prescrizioni che finiscono con l’obbligatorietà di una gara da effettuare con i tour operator per l’assegnazione degli ombrelloni, sedie e tavolini.
Prima la brillantissima idea del Click Day, naufragata tra le polemiche e poi risolta non con una gara ma con un bussolotto della tombola. Associare il nome di un tour operator ad un numero e la sorte a stabilire quale ombrellone occupare alla modica cifra di 20 euro al giorno. Nel frattempo l’Autorità Portuale scopre, ovviamente, che il terreno dove si trova largo della Pace è gravato dagli usi civici. La conferma arriva dalla nota dell’Associazione Agraria di Civitavecchia a firma di La Rosa (clicca qui). Su questo slargo si può mettere un trifoglietto per il pascolo oppure delle culture a spiga (tipo grano o orzo) ma, tutto è sanabile, basta pagare. Il problema però è che per gli usi civici l’iter burocratico è lungo e farraginoso, non c’è tempo per aspettare oltre e quindi meglio dichiarare il falso come fa Port Mobility con la lettera che invia il 10 settembre scorso al Comune di Civitavecchia e all’Autorità Portuale. All’attento lettore delle forze dell’ordine non può sfuggire questo capoverso che narra: “Da quanto emerge dagli atti della Conferenza dei Servizi il procedimento in argomento risulta concluso e nulla dovrebbe ostare all’avvio delle attività di realizzazione del Centro Servizi all’interno dell’area denominata Largo della Pace.Da quanto sopra appare superata l’istanza tesa ad ottenere il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica con procedimento semplificato ai sensi del DPR 139/2010.” Come fa il signor Azzopardi a scrivere e firmare questa lettera quando il 20 agosto scorso, 21 giorni prima, aveva ricevuto una lettera inviata dal Servizio Lavori Pubblici e Opere Infrastrutturali, a firma del Rup (responsabile unico del procedimento) architetto Claudio Mari e dal dirigente del servizio Pierluigi Carugno si diffidava proprio Port Mobility? La missiva così chiude: “Considerati i colloqui intercorsi relativamente all’avvio delle procedure di liquidazione degli usi civici e in considerazione del tempo trascorso senza la trasmissione della documentazione de quò, si comunica che entro gg. 30 dal ricevimento della presente dovrà essere trasmessa la documentazione attestante l’avvenuto avvio e/o conclusione del procedimento di liquidazione degli usi civici, ai sensi dell’art. 4 della L.R. n. 6/2005. Si chiede altresì la verifica della legittimità delle opere esistenti non desumibile dagli atti dell’istanza. L’avvio del procedimento avverrà successivamente alla trasmissione di quanto richiesto”.
Carugno dimentica di scrivere a cosa andrebbero incontro violando la scadenza dei 30 giorni, ovviamente largamente scaduti.Non solo, fa presente, in modo garbato e senza intimazioni, che le opere esistenti andrebbero verificati nella loro legittimità visto che, al momento e dagli atti in loro possesso, non risulterebbero neanche. Ora la cosa appare molto più chiara di quanto sembrasse inizialmente e cioè tutto è decisamente ABUSIVO e non più sanabile. Ora per Cozzolino, Azzopardi (Guido) e Monti sarà un largo senza pace.

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